Giorno della Memoria 2023

Gemma Moldi e Matteo Corradini ci racconteranno le storie di Tina Bassani e Virgina Gattegno

Per il giorno della Memoria, quest’anno incontreremo le storie di Tina Bassani e Virginia Gattegno, due donne segnate dalla tragedia della Shoah.

Le loro storie sono vicine, per i luoghi dove hanno vissuto, per la vicinanza alle persone da cui sentiremo il racconto delle loro vite che sono parte del nostro territorio e della nostra città.

Il libro di Gemma Moldi nasce proprio a Spinea perché è il frutto di una ricerca storica che l’autrice ha condotto mentre era insegnante della Scuola Media Vico di Spinea nel 2013.

Scrivimi sempre. La vita di Tina Bassani

Venerdì 27 gennaio ore 18.00

Gemma Moldi in dialogo con Stefania Bertelli

Letture di Alessandra Prato

intervento musicale di Alessandra Trentin

Gemma, volendo affrontare il tema della discriminazione razziale, si era riproposta di portare un esempio vicino all’esperienza dei suoi alunni e alunne dell’indirizzo musicale. Nacque così l’idea di cercare informazioni nell’Archivio storico del Conservatorio Benedetto Marcello di Venezia.

Fu proprio in Archivio che Gemma Moldi incontrò per la prima volta Tina Bassani.

Tina era una bambina di otto anni, residente al Lido di Venezia, ammessa allo studio del pianoforte, in anticipo rispetto a quanto richiesto dalla normativa, per le sue speciali attitudini musicali.

Espulsa nel 1938, in quanto ebrea, proseguì gli studi privatamente ed amò la musica fin dentro il campo di concentramento di Fossoli.

Condotta ad Auschwitz con lo stesso convoglio di Primo Levi, vi trovò la morte nel febbraio del 1944.

La scrittura chiara di Scrivimi sempre, la ricerca della precisione ed efficacia lessicale, il costante riferimento all’ambiente storico e alla documentazione d’archivio e alle immagini ne fanno un libro adatto ad un pubblico giovane che, in autonomia o sotto la supervisione degli insegnanti, può ripercorrere la storia di Tina e avviare un confronto con la contemporaneità.

Il mio auspicio più profondo è che siano in molti a conoscere la storia di Tina Bassani perché l’opera di testimonianza, sia pure indiretta, possa continuare. (Gemma Moldi)

Per chi splende questo lume

Venerdì 24 febbraio ore 18.00

Rinviato a data da destinarsi

Matteo Corradini
in dialogo con Donatella e Raffaella Cipolato
figlie di Virginia

Matteo Corradini è ebraista e scrittore. Da anni si occupa di didattica della Memoria. Con il suo libro “Per chi splende questo lume”, l’autore ha dato voce a Virginia Gattegno (1923-2022), ascoltando e ripercorrendo insieme a lei la storia della sua vita.

L’autore sarà in Biblioteca con le figlie di Virginia, Donatella e Raffaella che vive proprio a Spinea, per raccontarci la storia di questo libro e affidarci la testimonianza di Virginia.

“Camminavo sulla spiaggia del Lido e riflettevo. Ripensavo. Guardavo le impronte che avevo lasciato: sì, io ero stata ad Auschwitz. Tra il mare e la sabbia, presi la mia decisione” (Virginia)

Virginia Gattegno descriverà con queste parole la sua scelta di testimoniare, maturata durante una giornata di metà Anni Ottanta. Essendo una insegnante si rivolse per prima ai suoi alunni, per dire loro “chi ero, e come avevo passato una parte della mia giovinezza nella paura di essere me stessa, di essere ebrea, e che qualcuno ci facesse del male”.

Nata a Roma nel 1923, figlia di Shalom Carlo Gattegno e Marcella Luzzatto, fu arrestata a Rodi (dove la famiglia si era trasferita nel 1936). Internata nel 1944 ad Auschwitz con il numero di matricola A-2434 («Era il mio nome per i nazisti») e sopravvissuta agli orrori di quella che fu una delle pagine più nere della Storia contemporanea: la Shoah.

Qui il materiale su Virginia Gattegno nella Digital Library del CDEC

Virginia Gattegno in dialogo con Matteo Corradini

La storia

Virginia e Fatima si incontrano in una stanza d’ospedale. Virginia ha avuto un malore, Fatima aspetta che un medico le tolga la sardina che si è infilata nel naso. Fatima è una bambina curiosa e vuole conoscere la lunga vita di Virginia. «Cosa hai fatto prima?» le chiede, e Virginia non si tira indietro.

In un viaggio a ritroso nel tempo, Virginia ripercorre la sua vita straordinaria: la nascita a Roma e l’infanzia in Italia. Il trasferimento a Rodi, a 13 anni, quando il padre viene nominato direttore della scuola ebraica dell’isola. Il mare, gli anni felici, l’incontro con il futuro marito.

Ma Virginia ricorda anche le leggi razziali, l’arresto da parte dei nazisti e la deportazione. Racconta, con delicatezza e onestà, quello che è stato l’orrore più grande della sua vita: l’internamento ad Auschwitz.

Eppure la luce di Virginia continua a splendere anche dopo il campo, anche dopo l’atrocità della Shoah. Ed è così che racconta a Fatima come ha ricostruito la propria vita. Una vita che la porterà in Congo e infine a Venezia come maestra, dove, finalmente, a un passo dalla pensione, troverà il coraggio di raccontare la sua esperienza nel lager, taciuta fino ad allora.

«Entrai. Avevo davanti agli occhi la mia ultima quinta elementare: ero stata per loro la maestra Virginia per cinque anni. Non mi sono seduta alla cattedra ma sono rimasta in piedi, a metà strada tra la lavagna e i primi banchi, come chi ha qualcosa da dire ma non sa da dove cominciare.»

Da quel giorno Virginia non ha smesso di raccontare la sua storia di sopravvissuta ad Auschwitz. A Fatima e a tutti i ragazzi che vogliono sapere.

Informazioni

Entrata libera fino ad esaurimento dei posti disponibili. Prenotazione consigliata

Per informazioni contattare la Biblioteca 041-5071369
email info@biblioteca-spinea.it

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