Il viaggio: raccontare per ricordare. Reading musicale sulla Shoah

Ore 18:00 in Biblioteca. Il Reading musicale ripercorre alcuni viaggi di donne e uomini nel buio della Shoah. Racconti, diari e poesie restituiscono non solo l’esperienza fisica, ma la trasformazione dei protagonisti e del mondo.

Sala Giornali & Riviste – Biblioteca di Spinea
30 gennaio 2018

Il viaggio

Il tema del viaggio è inteso qui non solo come esperienza fisica, ma anche come espressione di un percorso che ha portato alla trasformazione dei protagonisti.

prigioniero

Le scelte dei brani rispondono a tre stili diversi: la poesia, il racconto e il diario, in alternanza tra narrazione e interpretazione. Infine la musica, oltre ad accompagnare l’ascolto, assolve al compito di delineare la scansione dei  momenti  scenici.

Interpreti:

Voci di Ilaria Barlese, Fabrizio Perocco, Monica Rostellato

Musiche Dario Dreosti

Letture tratte da:

  • Anna Frank – Il diario
  • Etty Hillesum – Due lettere da Westerbork
  • Fania Fenelon – Ad Auschwitz c’era un’orchestra
  • Helga Scheider – Lasciami andare madre
  • Marianne Golz-Goldlust – Il grande giorno
  • Olga Neerman – Ebrei per caso
  • Piotr M.A. Cywìnsky – Non c’è una fine. Trasmettere la memoria di Auschwitz
  • Primo Levi – Se questo è un uomo
  • Vasilij Grossman – L’inferno di Treblinka
  • Wislawa Zsymborska – Poesie

Nell’affrontare un tema così delicato L’Associazione Culturale Nonsolonote – Premiata Sartoria Teatrale – autrice del Reading – ha dovuto operare una scelta non priva di difficoltà. I libri e i documenti tra cui operare la scelta sono tantissimi e la ricerca è diventata essa stessa un momento di arricchimento e conoscenza che il Reading vuole trasmettere.

Questo Reading è una risposta alla responsabilità della memoria che tocca ciascuno/ciascuna; la scelta della formula narrativa accompagnata da musica e immagini mira a coinvolgere gli ascoltatori in modo empatico toccando la persona nella sua interezza mente e cuore.

Video

Si ringraziano Fabio Toscano per la gentile concessione dei bozzetti delle opere di Antonio Toscano  per il video – nella foto a destra in anteprima “Il prigioniero” – e Adriana Genovese per l’elaborazione e il montaggio.

Antonio Toscano – cenni biografici

Antonio Toscano nasce a Sant’Anastasia (Napoli) il 3 gennaio 1940, secondo di quattro fratelli. I primi anni della sua infanzia trascorrono in un clima alquanto difficile: manca infatti la presenza del padre, lontano per la guerra; la madre gestisce con grandi difficoltà economiche la famiglia. In seguito il ritorno del padre riporterà maggiore serenità e benessere alla famiglia.

Antonio frequenta il Liceo Artistico a Napoli, prosegue dunque gli studi frequentando il biennio della Facoltà di Architettura. Nel 1968, Antonio vince un concorso per il Ministero dei Lavori Pubblici, si trasferisce a Venezia.

Nel tempo libero si dedica alla scultura, creando soggetti in creta, legno e gesso, ispirati ai temi della famiglia, della vita e del dolore (focalizzato nella prigionia dei campi di concentramento). La  sua produzione, iniziata nel 1970, continua fino al 2006, anno in cui viene a mancare.

Riservato e quasi geloso delle proprie creazioni, Antonio non ha mai esposto in pubblico le sue opere, nonostante i frequenti inviti che gli sono stati rivolti. E’ la moglie Rosalba, assieme ai figli, ad organizzare la prima mostra dei suoi lavori, ad un anno dalla sua scomparsa.