Donne Vita Libertà: tre modi di fare cultura

Progetto realizzato con il contributo della Fondazione di Venezia

Il progetto Donna vita libertà: tre modi per fare cultura riunisce quattro comuni della città metropolitana di Venezia (Spinea, Noale, Salzano e Santa Maria di Sala).
Nel 2026 l’Italia celebra un anniversario che ha segnato una svolta profonda nella sua storia democratica: ottant’anni fa, nel 1946, le donne ottennero il diritto di voto. Un passaggio che non rappresentò solo l’estensione di un diritto politico, ma l’ingresso ufficiale di milioni di cittadine nella vita pubblica del Paese. Il suffragio universale si ottenne formalmente nel 1945, con il decreto legislativo luogotenenziale 1 febbraio 1945, n. 23 “Estensione alle donne del diritto di voto” (G.U. n. 22 del 20/02/1945). Le donne votarono per la prima volta alle elezioni amministrative nella primavera del 1946.

Fu, però, il 2 giugno che il loro accesso alle urne assunse una dimensione nazionale e simbolica. Questa data è, infatti, incisa nella memoria collettiva italiana perché quel
giorno le donne esercitarono il diritto di voto a livello nazionale, partecipando al referendum istituzionale tra Monarchia e Repubblica e all’elezione dell’Assemblea Costituente. L’Italia usciva da anni drammatici e, in quel contesto di macerie materiali e morali, la scelta di estendere il suffragio alle donne rappresentò un atto di fiducia nel futuro.

Da sempre le donne sono state ignorate da una Storia che è stata raccontata e tramandata solo attraverso lo sguardo maschile. Esiste un vero e proprio vuoto di informazioni sul ruolo delle donne, ma è irragionevole continuare a credere che siano state per davvero marginali. Ancora oggi, in
qualsiasi campo, da quello letterario a quello filosofico, passando per quello scientifico e medico, senza contare quello artistico e cinematografico, l’attività delle donne è poco valorizzata rispetto a quella degli uomini. E non perché non siano attive, ma perché le loro produzioni non godono della stessa visibilità e ampiezza di comunicazione di quelle maschili. Si tratta del gender data gap, ovvero della mancanza di dati di genere: un problema che continua a relegare le donne in secondo piano. Eppure, di personalità femminili del nostro passato e del nostro presente ce ne sono
moltissime da approfondire.

Prendendo questa situazione come dato di partenza noi Comuni della città metropolitana di Venezia abbiamo ideato un percorso progettuale suddiviso in tre macroaree contraddistinte ciascuna da una serie di eventi culturali che mettano al centro la figura femminile.

  • DONNA: attraverso questa macroarea cercheremo di raccogliere dati ed elementi che contribuiscano a porre in luce il ruolo delle donne nella storia, nella scienza e nelle letteratura e in particolare a far conoscere alle giovani generazioni il contributo delle donne alla storia letteraria d’Italia attraverso la creazione di un’antologia di sole voci femminili.
  • VITA: con questa macroarea apriremo una finestra sulla condizione delle donne nei vari paesi del mondo e sulle violenze e subalternità a cui sono ancora soggette e sui fattori e sui fenomeni di tipo sociale e religioso che ancora limitano la piena accettazione della loro indipendenza da modelli di comportamento e di asservimento imposti da altri.
  • LIBERTÀ: questa macroarea affronterà in particolare la figura della donna etichettata come strega per screditarne e contrastarne l’autonomia di comportamento e di conoscenze, per negarle uno stile di vita indipendente e frutto di una sapienza che si sottrae alla sottomissione gerarchica dominante e che per questo viene percepita come una minaccia. La figura della strega ha vissuto, a partire dagli ultimi decenni del Novecento, una profonda rivalutazione culturale, passando da simbolo maligno del folklore a icona di emancipazione femminile, resistenza e riconnessione con la natura. Le nuove interpretazioni la vedono come archetipo dell’indipendenza, della conoscenza alternativa e dell’autodeterminazione, spesso contrapposta alle strutture patriarcali. Autrici come Mona Chollet e Silvia Federici hanno riletto la “caccia alle streghe” come una forma di repressione violenta contro le donne che vivevano ai margini della società (guaritrici, levatrici, donne indipendenti o anziane). La strega è spesso associata a una spiritualità “terra-centrica” e all’uso di conoscenze erboristiche e terapeutiche, riposizionandola come una figura saggia piuttosto che malvagia. Viene reinterpretata in letteratura (es. Circe di Madeline Miller) come una figura complessa, potente e a volte pericolosa, che rispecchia la ricerca di riscatto e la necessità di nuove narrazioni femminili.

Ciascuno di questi tre ambiti verrà affrontato secondo diverse modalità di indagine: incontri di approfondimento con l’ausilio di studiose appositamente invitate, spettacoli di teatro, proiezione di film, in particolare dedicati allo produzione cinematografica iraniana particolarmente attenta e sensibile a questi temi, eventi musicali, camminate con letture pubbliche ad alta voce di testi scritti da donne, l’attivazione di un corso di scrittura autobiografica, la realizzazione di un laboratorio di teatro incentrato sulla figura delle strega, la cui restituzione pubblica avrà luogo in tutti i Comuni aderenti al progetto, la raccolta e confezione di una nuova antologia della letteratura italiana basata su testi scritti da donne tra il milleduecento e la fine del milleottocento, che si configuri come un nuovo canone letterario.

  • SPINEA (Parco delle Scarpe Rosse, Biblioteca, Cinema Bersaglieri, Teatrino Zero, Oratorio di S. Maria Assunta, Ville e cimiteri del territorio)
  • SANTA MARIA DI SALA (Villa Farsetti, Teatro Pertini, Sala Cedraie, Sala consiliare del Municipio, Castello di Stigliano, Ville del territorio, alveo del Muson)
  • NOALE (Palazzo della Loggia, Biblioteca, Torri delle Campane e dell’Orologio, Sala San Giorgio, alveo del Muson, Oasi delle cave)
  • SALZANO (Biblioteca, Filanda Romanin Jacur, alveo del Muson, Oasi delle cave)

Obiettivi del progetto

Il progetto mira a promuovere una conoscenza non stereotipata dalle produzione culturale femminile, a favorire la presa in carico fra le giovani generazioni di modelli culturali che si oppongano al ricorso alla violenza e a mettere in luce le forme di indipendenza e di scostamento dai modelli maschili attraverso i secoli.

Per informazioni:
Comune di Spinea – Servizio Cultura
tel. 0415071371
e Comune di Spinea NEWS