QUESTO NON E’ AMORE! ARANCIO PER UN FUTURO SENZA VIOLENZA SULLE DONNE

La coscienza femminile sta crescendo e intacca i livelli di violenza fisica, sessuale e psicologica. Lo zoccolo duro della violenza però non si intacca, non diminuiscono né le uccisioni di donne, né gli stupri o i tentati stupri, e la gravità della violenza aumenta. La violenza continua ad essere un fenomeno grave, ampio ed esteso. Ma la situazione è in movimento, le donne stanno reagendo. (Linda Laura Sabbadini, responsabile indagine ISTAT sulla violenza contro le donne, 2009-2014)

arancioneLa violenza di genere non conosce differenze sociali, culturali e geografiche. Si radica in una cultura che non riconosce pari dignità e diritti (e doveri) nella relazione di coppia. Dai dati ISTAT 2015 emerge che le donne che subiscono più violenza -in base all’istruzione e al lavoro- sono le donne più istruite (il  42,5% con laurea, il  35,3% con diploma) e le donne che occupano le posizioni professionali più elevate o che sono in cerca di occupazione (il 40,3% dirigenti/imprenditrici/libere professioniste; il 39,8% direttivi/quadri/impiegate, il 37,2% in cerca di occupazione).

Quanto più la donna cerca di affermarsi come uguale in dignità, valore e diritti all’uomo, tanto più l’uomo reagisce in modo violento. La paura di perdere anche solo alcune briciole di potere lo rende volgare, aggressivo, violento. (Michela Marzano)

Che cosa può fare un libro?

Possiamo dire che “capire è già salvarsi”, perché è proprio la “presa di coscienza” di ciò che accade, la chiave per una svolta possibile. E questa presa di coscienza riguarda tutte e tutti.
Nei centri antiviolenza è maturata la convinzione che sia importante, per le donne che subiscono violenza, tenere un diario, scrivere per fare memoria di quanto hanno vissuto, perché serve a loro per elaborare il loro vissuto, ma anche per riconoscerlo come evento comune a molte altre donne.

recensione-libro-questo-non-e-amore2Il libro “Questo non è amore. Venti storie raccontano la violenza domestica sulle donne”, curato da un gruppo di giornaliste del “Corriere della sera”, raccoglie e trascrive venti storie vere. Storie quotidiane che possono capitare a chiunque. Attraverso il racconto di ogni protagonista – i fatti, le emozioni, le botte – si svelano le cause scatenanti e le dinamiche di coppia.

De GregorioAnche Concita De Gregorio, nel libro “Malamore. Esercizi di resistenza al dolore” raccoglie molte storie di donne che illuminano una grande domanda: cosa induce a non respingere, anzi a convivere con la violenza? Perché sopporta chi sopporta, e come fa? Quanto è alta la posta in palio? Alcune donne soccombono, molte muoiono, moltissime dividono l’esistenza con una privata indicibile quotidiana penitenza. Alcune ce la fanno, qualche altra trova nell’accettazione del male le risorse per dire, per fare quel che altrimenti non avrebbe potuto.

lipperini_murgia2Suggeriamo anche la lettura di L’ho uccisa perchè l’amavo” (Falso!) di Loredana Lipperini e Michela Murgia. Come suggerisce il titolo, è un libro di confutazione di tutti gli argomenti più o meno in buona fede che vengono opposti all’evidenza che le donne in questo paese stiano morendo in quanto donne in numero sempre crescente. Parla dell’equivoco della violenza scambiata per amore. Risponde a chi ha paura che parlare di femminicidio esasperi la “guerra tra i sessi”. Prova a confutare la tentazione di ridurre la seduzione a una caccia. Lo fa con parole semplici, in poche pagine, perchè questo non è un discorso complicato. E’ molto più complicato farlo percepire come necessario, urgente e non più rimandabile a tutte quelle persone che ne sono spaventate in buona fede.

Quando si violentano, picchiano, storpiano, mutilano, bruciano, seppelliscono, terrorizzano le donne, si distrugge l’energia essenziale della vita su questo pianeta. Si forza quanto è nato per essere aperto, fiducioso, caloroso, creativo e vivo a essere piegato, sterile e domato. (Eve Ensler, scrittrice e drammaturga americana, autrice di “I monologhi della vagina”, tradotti e messi in scena in più di 50 paesi del mondo)

Orange the world in 16 day

Per tutte, per tutti, il 25 novembre si celebra la Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, istituita nel 1999 dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite. La data è stata scelta per ricordare il giorno in cui, nel 1961, le sorelle Mirabal, attiviste della Repubblica Dominicana, furono uccise per la loro opposizione al regime dittatoriale.

Arancio è il colore simbolo scelto dall’Onu per un futuro senza violenza. Le Nazioni Unite hanno promosso, un’iniziativa chiamata “Orange the world in 16 day” invitando ad indossare capi di colore arancione (colore ufficiale di questa campagna) nei 16 giorni di attivismo che seguono questa giornata. L’attività propone anche la condivisione sui più diffusi social network di scatti fotografici che riprendono persone con indosso indumenti di colore arancione, utilizzando l’hashtag #orangeourworld allo scopo di creare consapevolezza e coinvolgimento in rete.

Per approfondire segnaliamo:

Indagine ISTAT sulla violenza contro le donne, presentata nel 2015.

DI.R.E. Donne in rete contro la violenza (sito dell’Ass. che comprende 65 centri contro la violenza sparsi in tutta Italia).

Blog la ventissettesima ora delle giornaliste del Corriere della Sera.

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