E TU COSA LEGGI? LETTUREDACASA 1.

Un libro tira l’altro

Forse in questi giorni riusciamo a leggere di più o riusciamo a scoprire nuovi libri o autori.
Tra i lettori e le lettrici dei gruppi di lettura è prassi abituale suggerire titoli e percorsi di lettura e in questo periodo, in cui non possiamo vederci di persona, continuiamo a farlo per telefono, via chat o web. Arrivano alla Biblioteca idee e proposte e allora proviamo a condividerle in attesa di ricevere altri suggerimenti, come si dice “una ciliegia tira l’altra”.

da Maurizio Fasolo

“I’m your man. Vita di Leonard Cohen” di Sylvie Simmons

Attualmente rendo meno penosa la mia reclusione volontaria, con la lettura di una biografia di un artista “stellare”.
I’m your man. Vita di Leonard Cohen” scritta da Sylvie Simmons (inglese di nascita ma “San Francescana” da una vita,
esperta della scena rock e autrice di interviste e libri su campioni del palcoscenico del calibro di Mick Jagger, Tom Waits, Neil Young e via cantando), è una documentata e ben illustrata biografia di uno dei più amati cantautori del XX secolo.

La prima parte del libro, rievoca il periodo di formazione dell’autore nella nativa Montreal, attraverso studi regolari e cognizioni irregolari come l’ipnotismo o la cabala. Diventato popolare tra gli amici come suonatore di chitarra, inizia la sua carriera di libertino che lo porterà in giro per il mondo cogliendo applausi e amori fino alla fine.
Dalla composizione delle canzoni, passò alla poesia e quindi al romanzo. Ma è a New York e a Nashville che il galante trovatore divenne un eccellente professionista, dotato di un timbro vocale suadente e un’immaginario poetico affascinante. Il libro contiene qualche errore di stampa, ma si legge con interesse e divertimento, si coglie una malcelata “partigianeria” dell’autrice per il suo eroe, ma in fondo come si fa ad essere imparziali per un “Lady’s Man” come Leonard Cohen?

“Luce d’estate ed è subito notte” di Jon Kalman Stefansson

“Luce d’estate ed è subito notte” di Jon Kalman Stefansson è il libro giusto da leggere in periodi difficili come questi che stiamo attraversando. La genuina empatia dell’autore per i suoi impareggiabili personaggi, caratterizzati da passioni travolgenti e bizzarre caratteristiche caratteriali, costituiscono una saga rusticana divertente e originale.

Mi pare fosse H. de Balzac, che postulasse lo studio dei “selvaggi”, o di un piccolo borgo fuori mano, come esemplari per lo studio antropologico. Un Grazie di cuore alla giovane lettrice, che ha proposto questo libro delizioso, aveva proprio ragione: ogni pagina, vuoi per il contenuto filosofico o vuoi per l’aspetto boccaccesco è un florilegio di concetti stimolanti e descrizioni sapide e piccanti.
Ottimo libro da leggere e rileggere.

da Elisa Giacomello

Di recente ho letto il libro di Jonas Hassen KhemiriTutto quello che non ricordo

Questo scrittore contemporaneo, di nazionalità svedese, ha scritto questo romanzo dopo una maturata esperienza come sceneggiatore teatrale e dopo un percorso narrativo che l’ha portato a concentrarsi sulla società contemporanea e le dinamiche ad essa connessa.
“Tutto quello che non ricordo” (edito da Iperborea) è incentrato sulla storia di un giovane, Samuel, che perde tragicamente la vita in modo ambiguo. Che sia stato un incidente o un suicidio?
Il narratore cercherà di ripercorrere l’esistenza del ragazzo attraverso i racconti delle persone care che gli sono state vicino, in un intrecciarsi di diversi punti di vista. E il problema che affiora è il seguente: puó esistere una Verità Unica? Oppure esistono solo verità parziali che costituiscono forse il suo senso proprio?
È un libro delicato, che lascia la sensazione di aver afferrato il senso delle cose, ma che in realtà gli autori di questo senso siamo solamente noi e la nostra parziale visione della realtà.

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