LA NUOVA TRADUZIONE HA “SALVATO” IL GIOVANE HOLDEN ?

einaudi-1961Se siamo d’accordo con Susan Sontag che il mestiere del traduttore costituisce “il sistema circolatorio delle letterature del mondo“, allora possiamo pensare che la nuova traduzione del Giovane Holden di Matteo Colombo abbia ridato vita ad un’opera “culto”, da sempre consigliata ai ragazzi, che sembrava condannata alla rottamazione.

Matteo Colombo confessa: “Come quasi tutti, anch’io lessi il libro in quella che viene generalmente considerata l’età naturale per farlo, intorno ai quattordici, quindici anni. Non mi piacque. Faticai. L’inizio dei miei studi di traduzione era ancora di là da venire, eppure, ripensandoci oggi, mi arenai su difficoltà legate proprio alla percezione linguistica. Mi avevano detto che era un libro destinato a cambiarmi la vita, e arrancai fra le sue pagine con la sensazione che sì, lì sotto, da qualche parte, ci fosse qualcosa di interessante e a suo modo potente, ma avvolto in una crosta di parole che per qualche ragione mi impediva di entrare.”

catcher-in-the-rye-coverForse un equivoco che la nuova traduzione ha posto in luce è quello che nasce dal considerare come pubblico naturale del testo quello degli adolescenti.
Holden racconta un adolescente e l’adolescenza, ma lo sguardo e gli strumenti con cui lo fa lo rendono davvero comprensibile solo in età adulta, quando l’adolescenza si trova a distanza di sicurezza.

  • Pubblicato nel 1951 con il titolo “The Catcher in the Rye
  • la prima traduzione del romanzo fatta da Jacopo Darca era intitolata intitolata “Vita da uomo” (Casini, 1952)
  • Il giovane Holden” tradotto da Adriana Motti (Einaudi, 1961)

Possiamo chiederci come mai questo personaggio, famoso e proverbiale negli Stati Uniti, è diventato per più generazioni un personaggio mitico. Può ancora incontrare nuovi lettori? La traduzione di Matteo Colombo scorre veloce, coinvolge e rende   solidali nei confronti di questo ragazzo singolare che parla per iperboli e anacoluti.time

Mi fanno impazzire i libri
che quando hai finito di leggerli
e tutto quel che segue
vorresti che l’autore fosse il tuo migliore amico,
per telefonargli ogni volta che ti va.
(ed. 2014)

Curiosità della nuova traduzione:
il ritratto psicologico del protagonista è quasi interamente costruito da Salinger attraverso il suo modo di parlare. Le poche parole di cui dispone vengono ripetute in modo decisamente ossessivo (ricordiamo che il ragazzo si racconta da una clinica psichiatrica). La nuova traduzione resta più fedele a questa caratteristica del testo trasformando il limite in un punto di forza.

Qualche esempio:
21 ripetizioni di “If you want to know the truth”
24
di “crap”, 30 di “phony”, 48 di “lousy”, 156 di “goddam”
222 di “and all”

In tema segnaliamo: dal 9 all’11 ottobre, all’Università di Urbino, si svolgerà la XIII edizione delle Giornate della traduzione letteraria, a cura di Stefano Arduini e Ilide Carmignani.
Professionisti dell’editoria, scrittori, studiosi e naturalmente traduttori si alterneranno in seminari e dibattiti per analizzare problematiche e orizzonti di un mestiere prezioso e straordianrio ma spesso nascosto.

Tradurre testi letterari è bello. Consente di impossessarsene a proprio uso, e nel contempo – se lo vogliamo, se ne siamo capaci, molto o poco – di farne dono ad altri” come scrive Massimo Bocchiola nel suo libro “Mai più come ti ho visto” in cui racconta il suo mestiere di traduttore letterario.

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