EVEREST: IN ATTESA DELLA MOSTRA DEL CINEMA DI VENEZIA

“Quando raggiunsi la Cima Sud erano le tre appena passate. Ormai tentacoli di nebbia si allungavano oltre la cima del Lhotse, alto 8516 metri, lambendo la piramide superiore dell’Everest. Il tempo non aveva più un aspetto così benevolo… pochi istanti dopo essermi calato dalla Cima Sud, cominciò a nevicare leggermente e la visibilità si ridusse quasi a zero. Un centinaio di metri più in alto, dove la cima era ancora inondata dalla luce intensa del sole sotto il cielo color cobalto senza un’ombra, i miei compagni indugiavano per immortalare il loro arrivo sul punto più alto del pianeta, svolgendo bandiere e scattando foto, sprecando secondi preziosi. Nessuno di loro immaginava quale terribile prova si stesse avvicinando; nessuno sospettava che alla fine di quella lunga giornata ogni minuto sarebbe stato vitale” tratto da Aria sottile di Jon Krakauer

EverestIn attesa di vedere Everest, il film che aprirà la 72esima edizione della Mostra del Cinema di Venezia, è possibile raggiungere gli 8848 della vetta attraverso le pagine di molti autori che hanno raccontato il fascino di quella montagna e che riescono ad appassionare anche chi non è amante del genere.

Cominciamo dal libro Aria sottile del giornalista alpinista Jon Krakauer che è stato scelto come sceneggiatura per il film Everest.
Nel 1996 Krakauer viene inviato dal giornale Outside a seguire una spedizione commerciale, diretta a scalare l’Everest, per raccontare ai lettori di tutto il mondo il proliferare delle spedizioni a pagamento nelle terre Himalayane. Il 10 maggio 1996 una tempesta fortissima coglie di sorpresa le spedizioni di nazionalità diverse impegnate a raggiungere la cima dell’Everest e tra queste, quella di cui faceva parte il giornalista. Krakauer riuscirà a salvarsi e a raccontare nel suo libro della scalata e soprattutto della tragica discesa.

Com’era successo per Bonatti dopo la scalata del K2, o per Messner dopo la salita sul Nanga Parbat e la drammatica perdita del fratello Gunther, anche a questa vicenda sono seguie polemiche e diverse interpretazioni dei fatti. Ricordiamo Everest 1996 – Cronaca di un salvataggio impossibile (The Climb), uscito in America nel 1997, con un diverso resoconto del disastro a firma di Anatoli Bukreev.

Edmund Hillary e Tenzing NorgayRitornando al periodo eroico dell’alpinismo segnaliamo il libro La seconda morte di Mallory di Reinhold Messner che ricostruisce la storia dell’impresa degli scalatori George Mallory e Andrew Irvine che tentarono nel 1924 la prima conquista dell’Everest.

Primi sull’Everest è il racconto di Tenzing Norgay, sherpa del Solo Khumbu, discendente di generazioni di contadini e pastori di yak, che il 29 maggio del 1953 con Edmund Hillary conquista la vetta dell’Everest. Il racconto di Tenzing Norgay colpisce molto per il rispetto verso la montagna che traspare dalle sue parole e per la sua conoscenza delle terribili pendici ghiacciate della “Madre dea del mondo”.

Concludiamo questa scelta di libri dedicati alla conquista dell’Everest con l’opera del maestro Jiro Taniguchi. Copertina La vetta degli deiUn fotografo giapponese ritrova in una impolverata bottega di Kathmandu una vecchia macchina fotografica, probabilmente la macchina utilizzata da George Mallory e Andrew Irvine durante la famosa scalata all’Everest del 1924. Si tratta di un ritrovamento che potrebbe cambiare la storia dell’alpinismo e svelare a distanza di 70 anni se fu quella la prima cordata ad arrivare per la prima volta nella storia sul Tetto del mondo. Inizia così La vetta degli dei, il fumetto di Jiro Taniguchi che dà immagine al romanzo di Baku Yumemakura. Il mistero della macchina fotografica si intreccia poi con la storia  dell’ enigmatico alpinista Habu.

Le montagne disegnate da Taniguchi danno le vertigini, vale la pena leggerlo anche se non siete amanti dei fumetti!

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