{"id":1724,"date":"2014-02-23T15:09:51","date_gmt":"2014-02-23T13:09:51","guid":{"rendered":"http:\/\/www.biblioteca-spinea.it\/blog\/?p=1724"},"modified":"2014-02-26T19:38:07","modified_gmt":"2014-02-26T17:38:07","slug":"maurizio-de-giovanni-il-lettore-che-scrive","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.biblioteca-spinea.it\/blog\/2014\/02\/23\/maurizio-de-giovanni-il-lettore-che-scrive\/","title":{"rendered":"MAURIZIO DE GIOVANNI, IL LETTORE CHE SCRIVE"},"content":{"rendered":"<p><b>L\u2019evento<\/b><br \/>\n<a href=\"https:\/\/www.biblioteca-spinea.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/1898178_606872086070932_390064848_n.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-1742 alignleft\" alt=\"1898178_606872086070932_390064848_n\" src=\"https:\/\/www.biblioteca-spinea.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/1898178_606872086070932_390064848_n-211x300.jpg\" width=\"151\" height=\"216\" \/><\/a>Pienone <b>marted\u00ec 18 febbraio<\/b> nella sala dell\u2019Emeroteca per un nuovo appuntamento promosso ed organizzato dalla Biblioteca in collaborazione con l\u2019Associazione degli Amici, che ha saputo mobilitare moltissimi partecipanti, come sempre accade, del resto, quando si offre al pubblico un\u2019occasione culturale di grande rilevanza e spessore. A conversare con i lettori questa volta \u00e8 arrivat<a href=\"https:\/\/www.biblioteca-spinea.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/1012534_608527085905432_1160951741_n.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-1727 alignright\" alt=\"1012534_608527085905432_1160951741_n\" src=\"https:\/\/www.biblioteca-spinea.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/1012534_608527085905432_1160951741_n-300x200.jpg\" width=\"300\" height=\"200\" srcset=\"https:\/\/www.biblioteca-spinea.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/1012534_608527085905432_1160951741_n-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.biblioteca-spinea.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/1012534_608527085905432_1160951741_n.jpg 525w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>o nientemeno che <b>Maurizio De Giovanni<\/b>, lo scrittore napoletano i cui libri stanno ormai ai \u00a0stabilmente ai vertici delle classifiche delle vendite e continuano a collezionare premi e riconoscimenti. E sono anche tra i pi\u00f9 richiesti nelle biblioteche: provare per credere, semplicemente consultando i\u00a0 cataloghi <i>on line.<\/i><br \/>\nNell\u2019ambito di un tour promozionale nel Nord Italia organizzato da Einaudi, editore presso cui escono le opere di De Giovanni, l\u2019autore dunque ha voluto presenziare anche ad un serata a Spinea, includendola fra le tappe del suo percorso.<\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p>Grazie allora a Paola Marchetti direttrice della Biblioteca e alla preziosa Antonella Bullo, che hanno reso possibile ospitare l\u2019evento. E grazie soprattutto all\u2019amica <a href=\"https:\/\/www.biblioteca-spinea.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/1962651_421291194682304_449870711_n.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-1735 alignleft\" alt=\"1962651_421291194682304_449870711_n\" src=\"https:\/\/www.biblioteca-spinea.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/1962651_421291194682304_449870711_n-300x224.jpg\" width=\"268\" height=\"200\" srcset=\"https:\/\/www.biblioteca-spinea.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/1962651_421291194682304_449870711_n-300x224.jpg 300w, https:\/\/www.biblioteca-spinea.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/1962651_421291194682304_449870711_n.jpg 526w\" sizes=\"auto, (max-width: 268px) 100vw, 268px\" \/><\/a><b>Marisa Negrato<\/b>, che, a partire dalla proposta iniziale, tanto si \u00e8 adoperata affinch\u00e9 questo incontro avesse effettivamente il modo di realizzarsi. Per la verit\u00e0 l\u2019invito era stato inizialmente pensato come completamento e approfondimento delle letture del gruppo <b><i>L\u2019Italia in giallo<\/i><\/b> coordinato da Carlo Marchiori, che ha inserito tra i titoli in programma per l\u2019annata 2013\/14 il suo <b><i>Buio<\/i><\/b>, l\u2019ultimo libro di De Giovanni<b>;<\/b> successivamente, per\u00f2, la notoriet\u00e0 dell\u2019autore e la consapevolezza della sua cordiale disponibilit\u00e0, hanno portato ad estendere la possibilit\u00e0 di partecipazione ad un pubblico pi\u00f9 vasto, che in effetti \u00e8 intervenuto numeroso, nonostante la concorrente suggestione (?) di intrattenimenti concomitanti (leggi Sanremo).<br \/>\nE ne \u00e8 valsa veramente la pena, perch\u00e9 questo \u00e8 stato uno di quegli eventi che non soltanto suscitano interesse nel corso nel loro svolgimento, ma lasciano poi \u00a0traccia indelebile, rimanendo nella memoria come un arricchimento concreto e permanente, per il piacere che hanno provocato, certo, ma anche e soprattutto per l\u2019insegnamento e gli spunti di riflessione che hanno saputo fornire. E per di pi\u00f9, nella forma pi\u00f9 gradevole ed accattivante, con <b>leggerezza e irresistibile simpatia.<\/b><br \/>\n<a href=\"https:\/\/www.biblioteca-spinea.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/1888587_607676449323829_1901185611_n.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-1732 alignleft\" alt=\"1888587_607676449323829_1901185611_n\" src=\"https:\/\/www.biblioteca-spinea.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/1888587_607676449323829_1901185611_n-300x224.jpg\" width=\"270\" height=\"201\" srcset=\"https:\/\/www.biblioteca-spinea.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/1888587_607676449323829_1901185611_n-300x224.jpg 300w, https:\/\/www.biblioteca-spinea.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/1888587_607676449323829_1901185611_n.jpg 526w\" sizes=\"auto, (max-width: 270px) 100vw, 270px\" \/><\/a>Dopo i saluti di rito da parte delle autorit\u00e0 e degli \u201caddetti ai lavori\u201d, seguiti dalla presentazione di una selezione di brani dai romanzi, a cura di alcuni volontari del <b>Gruppo di Lettori ad alta voce<\/b> (Mariolina Burattini, Maria Luisa, Solito, Lorenzo Scatto), finalmente ha preso la parola lui. E allora&#8230; Che dire di un vulcano in eruzione? Reduce da un pomeriggio veneziano probabilmente pesante, forse stanco, ma non affaticato n\u00e9 minimamente toccato nella sua <i>verve<\/i>, Maurizio infatti ha travolto e conquistato tutti con la sua personalit\u00e0 esuberante, la torrenziale capacit\u00e0 di affabulazione, il gusto dell\u2019ironia. <b>Il successo della serata \u00e8 tutto suo<\/b>: senza nulla togliere all\u2019impegno degli organizzatori e alla calda partecipazione del pubblico, bisogna riconoscere che il merito infatti va tutto a lui se l\u2019incontro \u00e8 stato cos\u00ec interessante, coinvolgente, a tratti irresistibilmente divertente. Con la speranza di non essere fraintesa, per definire De Giovanni oserei il termine <i>istrionico<\/i>, attribuendovi connotazioni esclusivamente positive, grazie ad un \u2018infinita riserva di aneddoti gustosi e all\u2019innegabile sapienza del raccontare. Ma, alla fine, quello che poi ha davvero colpito, oltre la carica spettacolare del personaggio, sono la seriet\u00e0 degli ideali, la cultura dell\u2019uomo, la profondit\u00e0 del pensiero, la capacit\u00e0 davvero rara di porgere in modo lieve temi e riflessioni tutt\u2019altro che semplici o superficiali.<\/p>\n<p><b>Universo Italia: l\u2019unit\u00e0 che non c\u2019\u00e8?<\/b><br \/>\n<a href=\"https:\/\/www.biblioteca-spinea.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/1010793_607687189322755_1176644342_n.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-1729 alignleft\" alt=\"1010793_607687189322755_1176644342_n\" src=\"https:\/\/www.biblioteca-spinea.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/1010793_607687189322755_1176644342_n-300x224.jpg\" width=\"300\" height=\"224\" srcset=\"https:\/\/www.biblioteca-spinea.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/1010793_607687189322755_1176644342_n-300x224.jpg 300w, https:\/\/www.biblioteca-spinea.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/1010793_607687189322755_1176644342_n.jpg 526w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Gi\u00e0 il saluto di Maurizio De Giovanni \u00e8 molto di pi\u00f9 di un semplice scambio di cortesie, il semplice preambolo dettato dalla buona educazione. \u00c8 invece una validissima <b>presa di posizione<\/b> ed insieme una <b>il biglietto da visita<\/b> non tanto dello scrittore, quanto dell\u2019uomo di colto e sensibile che, con adesione cordiale e direi persino affettuosa incontra il suo pubblico esprime accomunate dall\u2019interesse per la di letteratura, s\u00ec, ma certamente eterogenee per provenienza, tradizione, storia personale e collettiva. Lui, napoletano, si \u00e8 infatti dichiarato ben felice di incontrare gente del Nord\u00a0 (anzi, del famoso o famigerato Nord Est!), che \u00e8 &#8211; o si vuole che sia \u2013 idealmente tanto lontana e culturalmente <i>diversa.<\/i><br \/>\nQueste considerazioni, che puntano sulla\u00a0 necessita di ritrovare &#8211; o almeno cominciare a cercare &#8211; un <b>senso di appartenenza comunitaria<\/b>, \u00a0risultano tanto pi\u00f9 pertinenti e valide in una societ\u00e0 come quella odierna, ormai del tutto disgregata e malata. Dove, a seguito di trasformazioni economiche, culturali ed etniche sempre pi\u00f9 rapide e sempre pi\u00f9 insoddisfacenti, si affermano ovunque <b>stili di vita<\/b> <b>dissociati<\/b> un tempo impensabili. Nelle comunit\u00e0 umane, grandi o piccole che siano, l\u2019esistenza\u00a0 non \u00e8 pi\u00f9 la stessa: c\u2019\u00e8 molto pi\u00f9 rumore e quasi pi\u00f9 nessun dialogo. Siamo circondati da gente di ogni provenienza, ma viviamo tutti <b>pi\u00f9 isolati e pi\u00f9 soli<\/b>. Persino in una citt\u00e0 ad alta intensit\u00e0 partecipativa come Napoli, dove fino a qualche decennio fa nascite, morti, matrimoni e separazioni non erano fatti privati individuali, bens\u00ec accadimenti appannaggio di un intero vicolo, oggi \u00a0silenzio ed assenza hanno preso il posto della comunicazione. E questo non significa sempre riservatezza: spesso \u00e8 sinonimo di <b>indifferenza e disinteresse<\/b>.<br \/>\nEppure dolore e sofferenza oggi, quanto e pi\u00f9 di ieri,\u00a0 avvelenano l\u2019esistenza della gente bench\u00e9 solitamente mascherati sotto il velo della <i>normalit\u00e0<\/i>. Senza un gesto, una parola da chi sa, vede e tace. In nome della privacy, ci si gira dall\u2019altra parte. E cos\u00ec, solo perch\u00e9 si preferisce evitare di compromettersi, si finisce per ignorare che la partecipazione altrui, anche la pi\u00f9 invadente, pu\u00f2 essere un\u2019ancora di salvezza per chi si trova in difficolt\u00e0, laddove la discrezione pu\u00f2 uccidere. E non \u00e8 una metafora. Perch\u00e9 nella socie<a href=\"https:\/\/www.biblioteca-spinea.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/1779754_607711272653680_236277002_n.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-1731 alignright\" alt=\"1779754_607711272653680_236277002_n\" src=\"https:\/\/www.biblioteca-spinea.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/1779754_607711272653680_236277002_n-300x224.jpg\" width=\"300\" height=\"224\" srcset=\"https:\/\/www.biblioteca-spinea.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/1779754_607711272653680_236277002_n-300x224.jpg 300w, https:\/\/www.biblioteca-spinea.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/1779754_607711272653680_236277002_n.jpg 403w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>t\u00e0 contemporanea <b>violenza e sopraffazione<\/b> sono purtroppo all\u2019ordine del giorno, aggravate ed incrementate dall\u2019insoddisfazione e dalla rabbioso <b>senso di impotenza generati dalla crisi in atto<\/b>. E a subire, naturalmente sono i pi\u00f9 deboli, gli indifesi, gli innocenti: le donne, e soprattutto i bambini, inermi di fronte a qualsiasi abuso. In altri termini, con altro stile, sono per\u00f2 gli stessi concetti espressi da Massimo Carlotto a proposito delle sue <i>Vendicatrici.<\/i><br \/>\nMaurizio De Giovanni si impone soprattutto per la capacit\u00e0 di comunicare il <b><i>senso del dolore<\/i><\/b>: descrive questa situazione, segnala il problema, esprime il suo disagio, con una nota di apprensione nella voce, che si intuisce del tutto sincera. Se i suoi libri sono quasi la <b>trasposizione narrativa di una pagina<\/b> <b>di cronaca nera<\/b>, quella che tutti\u00a0 noi possiamo leggere quotidianamente su qualsiasi giornale \u2013 senza che con ci\u00f2\u00a0 ne venga sminuita la valenza artistica \u2013 \u00e8 perch\u00e9 anche questa pu\u00f2 essere una forma di intervento con cui si pu\u00f2 operare per demolire la cappa del silenzio che soffoca il respiro della solidariet\u00e0.<\/p>\n<p><b>Elogio della lettura <\/b><br \/>\n\u00c8 a questo punto si entra nel vivo della discussione letteraria. Definendo se stesso lettore prima che scrittore, Maurizio De Giovanni apre la sua conversazione con un elogio entusiastico, e certamente sincero, della lettura, secondo lui attivit\u00e0 creativa stimolante quanto la scrittura, diversamente dalla visione di un film o di uno sceneggiato, che pure, come la scrittura, raccontano storie. Sono valutazioni oggettive, che muovono dalle diverse modalit\u00e0 di comunicazione e di \u00a0fruizione di queste due forme \u00a0espressive e non implicano alcun giudizio di valore sui rispettivi prodotti. Esistono infatti libri brutti e film bellissimi, questo nessuno pu\u00f2 negarlo. Ma il concetto \u00e8 sempre lo stesso: chi <b>legge inventa nel proprio immaginario personaggi, scene, ambienti<\/b>; esplora paesaggi e citt\u00e0; ne ode le voci, i suoni, i rumori, ne sente gli odori e i profumi. Percepisce \u00a0le vibrazioni della luce, le ombre, il bu<a href=\"https:\/\/www.biblioteca-spinea.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/gatto_tra_i_libri-620x350.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-1744 alignleft\" alt=\"gatto_tra_i_libri-620x350\" src=\"https:\/\/www.biblioteca-spinea.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/gatto_tra_i_libri-620x350-300x169.jpg\" width=\"300\" height=\"169\" srcset=\"https:\/\/www.biblioteca-spinea.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/gatto_tra_i_libri-620x350-300x169.jpg 300w, https:\/\/www.biblioteca-spinea.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/gatto_tra_i_libri-620x350.jpg 620w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>io; segue il succedersi\u00a0 delle stagioni, coglie il variare dei colori, sulla propria pelle prova il calore del sole o il morso del gelo, la carezza del vento o il bacio della pioggia. E insieme ai personaggi vive amori, paure, desideri. A partire dalla pagina che lo scrittore ha creato per lui \u2013 <i>anche<\/i> per lui come per mille altre persone, perch\u00e9 il libro \u00e8 un tesoro che non si esaurisce mai &#8211; il lettore \u00e8 libero di costruirsi un mondo personale, soggettivo ed autonomo. L\u2019autore sapr\u00e0 raccontare o descrivere nel dettaglio, ma <b>solo al lettore \u00e8 dato di definire dentro di s\u00e9 immagini, atmosfere e sensazioni.<\/b> E questa immensa, impagabile prerogativa \u00e8 solo sua. <b>Allo spettatore infatti non \u00e8 concesso inventare nulla<\/b>: quello che regista e sceneggiatore hanno voluto e creato si presenta irrimediabilmente compiuto e completo. L\u2019opera <i>rappresentata<\/i>, soprattutto cinematografica o televisiva (forse pi\u00f9 di quella teatrale, viste le diverse risorse tecnologiche) \u00e8 autosufficiente e perci\u00f2 chiusa ed immutabile. I personaggi hanno &#8211; e possono avere &#8211; solo i volti, le voci, i gesti degli attori che li interpretano. E lo stesso vale naturalmente per tutti gli altri elementi del discorso filmico, dalla <i>location<\/i> alla colonna sonora.<a href=\"https:\/\/www.biblioteca-spinea.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/index.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-1748 alignright\" alt=\"index\" src=\"https:\/\/www.biblioteca-spinea.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/index.jpg\" width=\"280\" height=\"180\" \/><\/a>\u00a0 <b>Non \u00e8 in discussione il valore dell\u2019opera<\/b>: questa pu\u00f2 avere la forza di interessare, educare, appassionare, commuovere, stupire, indignare. E pu\u00f2 far sognare, naturalmente. Ma \u00a0non potr\u00e0 mai lasciare spazio all\u2019immaginazione: tutto \u00e8 gi\u00e0 l\u00ec, formato e definito una volta per tutte. Non \u00e8 in suo potere permettere alla fantasia di volare. Solo il libro consente questo miracolo. Perch\u00e9 solo il libro ti porta via con s\u00e9 in un viaggio ogni volta diverso dove il lettore appassionato, biblionauta avventuroso e infaticabile, percorre strade sempre nuove, vede terre diverse ed esplora mondi ignoti. Compreso quello che ha dentro di s\u00e9 e che forse, fra tutti, \u00a0\u00e8 il pi\u00f9 sconosciuto&#8230;<\/p>\n<p><b>La scrittura: le tappe di un percorso<\/b><br \/>\nMaurizio De Giovanni, dunque \u00e8 sempre stato un <b>grande lettore<\/b>, ed anzi proprio dalla lettura \u00e8 derivata la scoperta della vocazione alla scrittura. Veramente il termine <i>vocazione <\/i>a lui forse potrebbe sembrare eccessivo, anzi, a giudicare dal piglio autoironico che lo contraddistingue immagino che, se lo sentisse, se ne uscirebbe in una bella risata. Il fatto \u00e8 che <b>la \u201cchiamata\u201d \u00e8 arrivata tardi<\/b>, quando un Maurizio quasi cinquantenne viveva tranquillamente la sua esistenza, contento del suo lavoro, degli affetti, degli interessi. Ed anche della passione letteraria, intesa per\u00f2 nel senso di una attivit\u00e0 di lettura costante, intensa, onnivora e vorace. Insomma da fruitore piuttosto che da produttore, senza alcuna velleit\u00e0\u00a0 o sospetto delle proprie potenzialit\u00e0 come autore. Per questo oggi, pur con tanti successi al proprio attivo, egli sostiene di non aver talento e si definisce modestamente un semplice <b>artigiano della scrittura<\/b>: perch\u00e9, se il talento c\u2019\u00e8, si manifesta sin dalla giovinezza come una pulsione irrefrenabile, un bisogno non controllabile di esprimersi e raccontare, elaborando quel peculiare modo di porsi narrativamente che noi definiamo <i>stile<\/i>.<br \/>\n<a href=\"https:\/\/www.biblioteca-spinea.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/1964795_607673175990823_240181316_n.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-1734 alignleft\" alt=\"1964795_607673175990823_240181316_n\" src=\"https:\/\/www.biblioteca-spinea.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/1964795_607673175990823_240181316_n-300x224.jpg\" width=\"300\" height=\"224\" srcset=\"https:\/\/www.biblioteca-spinea.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/1964795_607673175990823_240181316_n-300x224.jpg 300w, https:\/\/www.biblioteca-spinea.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/1964795_607673175990823_240181316_n.jpg 526w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Per lui le cose sono andate diversamente. A suo dire, De Giovanni infatti sarebbe diventato <b>scrittore <i>per caso<\/i>,<\/b> contro ogni aspettativa e senza premeditazione, trovandosi poi, quasi suo malgrado, \u00a0a percorrere in brevissimo tempo una strada tutta costellata da positivi riconoscimenti di pubblico e di critica. Io per\u00f2, a questo proposito, non credo che tutto ci\u00f2 possa avvenire in assenza di talento, proprio considerando la <i>facilit\u00e0<\/i> e la velocit\u00e0 dei ritmi produttivi, oltre al gradimento dei lettori, pi\u00f9 ancora che dei cosiddetti \u201cesperti\u201d. Penso piuttosto che il talento ci sia sempre stato, esplicato per\u00f2, per anni, esclusivamente nel racconto orale, nella percezione del raccontare come un fatto ovvio e normale della vita quotidiana: erano o diventavano racconti le chiacchiere fra colleghi, le conversazioni con gli amici, le storie narrate da sempre ai figli, presenza forte e predominante nell\u2019universo affettivo di De Giovanni.<br \/>\nMancava ancora, in questa fase, la consapevolezza di poter giungere alla scrittura, la coscienza che il passaggio dall\u2019oralit\u00e0 alla scrittura non \u00e8 poi cos\u00ec impervio o inconsueto, se quella narrazione \u00e8 un\u2019abilit\u00e0 e quasi un\u2019esigenza, una pratica quotidianamente applicata, quindi, a tutti gli effetti, un vero talento. Per scoprirlo, e scoprirsi, De Giovanni ha avuto bisogno di un intervento esterno, dell\u2019iniezione di fiducia che soltanto l\u2019apprezzamento altrui pu\u00f2 dare. Ma non dimentichiamo che quell\u2019apprezzamento non pu\u00f2 prescindere dai testi e che il grande, grandissimo successo, fosse anche favorito dal supporto degli editori, viene sempre e comunque <i>dopo <\/i>di questi, n\u00e9 potrebbe esistere se i libri non fossero stati scritti e se non fossero piaciuti. Insomma, Maurizio ha l\u2018aria di non prendersi troppo sul serio, ma il talento indubbiamente c\u2019\u00e8, e sospetto che in fondo lo sappia bene anche lui. Che peraltro \u2013 non per caso &#8211; spe<a href=\"https:\/\/www.biblioteca-spinea.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/1899972_10202395791049005_587680446_n.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-1739 alignright\" alt=\"1899972_10202395791049005_587680446_n\" src=\"https:\/\/www.biblioteca-spinea.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/1899972_10202395791049005_587680446_n-300x300.jpg\" width=\"300\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.biblioteca-spinea.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/1899972_10202395791049005_587680446_n-300x300.jpg 300w, https:\/\/www.biblioteca-spinea.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/1899972_10202395791049005_587680446_n-150x150.jpg 150w, https:\/\/www.biblioteca-spinea.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/1899972_10202395791049005_587680446_n.jpg 640w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>nde la propria immensa riserva di energia non soltanto nella narrativa, ma anche nella <i>graphic novel<\/i>, nel teatro e nella sceneggiatura.<br \/>\nResta comunque esilarante la ricostruzione dei primi passi della sua ascesa letteraria fatta nel corso del suo intervento a Spinea, in cui, grazie alla sua <b>capacit\u00e0 affabulatoria<\/b>, assistiamo\u00a0 ad una scena spassosissima, anzi una successione di scene e di ritratti che zampillano uno dall\u2019altro come i fuochi d\u2019artificio. All\u2019effetto comico irresistibile contribuiscono naturalmente una parlata ricca e saporosa, e con una gestualit\u00e0 tutto sommato sobria, ma efficacissima, in cui ironia ed autoironia dominano incontrastate.<br \/>\nIl tutto comincia praticamente per caso nel 2005, quando a sua completa insaputa, Maurizio de Giovanni viene iscritto ad un concorso nazionale per giallisti esordienti promosso dall\u2019<i>Europeo<\/i><a href=\"https:\/\/www.biblioteca-spinea.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/2487584.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-1754 alignleft\" alt=\"2487584\" src=\"https:\/\/www.biblioteca-spinea.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/2487584.jpg\" width=\"173\" height=\"234\" \/><\/a>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 <i>. <\/i>Concorso che ovviamente vincer\u00e0, passando prima la selezione napoletana con il racconto <b><i>L\u2019omicidio Carosino<\/i><\/b>, poi sbaragliando tutti gli avversari alla finale fiorentina con <b><i>I vivi e i morti.<\/i><\/b><br \/>\nIntanto il romanzo <b><i>Le<\/i><\/b> <b><i>lacrime del pagliaccio<\/i><\/b>, che, rielaborato, diventer\u00e0 poi <b><i>Il senso del dolore<\/i><\/b><i> <\/i>lo<b> <\/b>fa apprezzare da<b> <\/b>Francesco Pinto, direttore della RAI di Napoli, che lo segnaler\u00e0<i> <\/i>ai responsabili<i> <\/i>della<i> <\/i>\u00a0<b>Fandango<\/b>, destinata a diventare la sua prima casa editrice. Impagabile il resoconto dell\u2019incontro col produttore, in cui un emozionatissimo vestito da <i>rappresentante della Folletto<\/i>, incravattato e fresco di barbiere, si presenta da un <b>Domenico Procacci <\/b>vestito da&#8230; Procacci: ovvero l\u2019essenza dell\u2019informalit\u00e0. Grazie alle entusiastiche aspettative dell\u2019editore, fondate sul presupposto che nel cassetto ci siano chiss\u00e0 quanti romanzi in attesa di venire alla luce, presupposto che lui, De Giovanni, \u00a0non si sente di smentire, di fatto gli viene chiesto a sfornare titoli a ritmo serrato. E cos\u00ec uno stupefatto Maurizio si mette in ferie, si chiude in casa e, morto per il mondo, scrive, scrive, scrive. Venti giorni per ogni libro, prodotto\u00a0 praticamente in apnea, con un lavoro <i>matto e disperatissimo. <\/i><\/p>\n<p><b>La serie del commissario Ricciardi<\/b><br \/>\nNasce in questo modo, quasi per caso, \u00a0la bellissima serie del <b>commissario Ricciardi<\/b>, articolata nei due cicli delle<b> Quattro stagioni <\/b>e delle<b> Festivit\u00e0 <\/b>(quest\u2019ultimo uscito presso <b>Einaudi<\/b>). Ed \u00e8 il successo.<br \/>\nCome si sa, l\u2019ambientazione si colloca negli <b>anni Trenta<\/b>, durante il ventennio fascista. Non si tratta per\u00f2 di una <a href=\"https:\/\/www.biblioteca-spinea.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/shg-degiova.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-1745 alignright\" alt=\"shg-degiova\" src=\"https:\/\/www.biblioteca-spinea.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/shg-degiova-300x225.jpg\" width=\"300\" height=\"225\" srcset=\"https:\/\/www.biblioteca-spinea.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/shg-degiova-300x225.jpg 300w, https:\/\/www.biblioteca-spinea.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/shg-degiova.jpg 640w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>decisione premeditata, dovuta ad un particolare interesse per quel periodo o alla volont\u00e0 di caricare il romanzo poliziesco di un inusuale impegno storicistico. Su questo punto De Giovanni \u00e8 chiaro (ahim\u00e8, mandando in pallone tutte le mie erudite domande sulla valenza culturale della faccenda). Semplicemente si \u00e8 trattato della prosecuzione della <i>location<\/i> gi\u00e0 presente nel primo fortunato racconto scritto in diretta ad un tavolo del <b><i>Gran Caff\u00e8<\/i><\/b> <b><i>G<\/i><\/b><b><i>ambrinus,<\/i><\/b> dove si teneva la fase napoletana del primo concorso. Si tratta di un locale storico con arredi liberty: da qui appunto l\u2019idea \u2013 del tutto estemporanea &#8211; dell\u2019ambientazione d\u2019epoca. E poich\u00e9 il motivo ispiratore principale si deve ad <b>una zingarella<\/b> che, attraverso la vetrina, guardava, <i>come pesci in un acquario<\/i>, i concorrenti immersi nella scrittura, questo diventer\u00e0 un motivo ricorrente della serie. C\u2019\u00e8 infatti sempre <b>una bambina<\/b> nelle storie di Ricciardi, un ricordo, quasi un omaggio affettuoso alla monella che a lui, unico ad averla notata, aveva riservato l\u2019esclusiva di una boccaccia prima di andarsene per la sua strada. senza sapere di essere diventata la sua piccola musa.<a href=\"https:\/\/www.biblioteca-spinea.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/bambina-rom-491x254.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-1746 alignleft\" alt=\"bambina-rom-491x254\" src=\"https:\/\/www.biblioteca-spinea.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/bambina-rom-491x254-300x155.jpg\" width=\"300\" height=\"155\" srcset=\"https:\/\/www.biblioteca-spinea.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/bambina-rom-491x254-300x155.jpg 300w, https:\/\/www.biblioteca-spinea.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/bambina-rom-491x254.jpg 491w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><br \/>\nLa casualit\u00e0 della scelta iniziale per l\u2019ambientazione storica non esclude naturalmente la necessit\u00e0 della precisione documentaria, come lo scrittore ha avuto modo di comprendere ben presto. Ecco dunque, dopo il primo titolo, la rigorosissima ricerca documentaria d\u2019archivio che, grazie anche all\u2019aiuto di preziosi collaboratori, l\u2019ha portato a conoscere particolari inediti ed interessantissimi della vita quotidiana del Ventennio. <b>Vita di gente comune<\/b>, naturalmente, quella della strada e dei vicoli, lontana dal potere e dalle logiche del comando, ma vera e sana, con i suoi sentimenti, i suoi (tanti) dolori e le sue (poche) speranze. Che \u00e8 poi quella che gli interessa di pi\u00f9.<br \/>\nIl punto di forza di questi romanzi \u00e8 per\u00f2 il protagonista, ovvero il commissario Ricciardi, che forse tanto comune non \u00e8, ma \u00e8 stato subito amatissimo dal pubblico per essere una figura nobile e carismatica, s\u00ec, ma anche introversa, dolente, sensibilissima. E soprattutto dotata di un sua personalissima capacit\u00e0 di <b>dialogo con la morte<\/b>. La serialit\u00e0 delle storie lo rende riconoscibile agli occhi del pubblico, e dunque atteso, seguito, <a href=\"https:\/\/www.biblioteca-spinea.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/bastardi.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-1752 alignright\" alt=\"bastardi\" src=\"https:\/\/www.biblioteca-spinea.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/bastardi.jpg\" width=\"151\" height=\"240\" \/><\/a>approvato o disapprovato nelle sue scelte e decisioni, forse pi\u00f9 nell\u2019ambito privato che in quello professionale. In altri termini: la serialit\u00e0, oltre il valore intrinseco delle opere, ha portato a De Giovanni la notoriet\u00e0 e l\u2019abbraccio della gente, i lettori, che, come se Ricciardi fosse vivo e reale, ne hanno seguito, accettato o criticato le vicende, imputando allo scrittore meriti e demeriti di tutto quanto \u00e8 parso negativo o sbagliato nella vita del suo eroe. Che eroe non doveva essere, ma tale \u00e8 diventato.<\/p>\n<p><b>Da Ricciardi ai Bastardi<\/b><br \/>\nEppure, nonostante tutto, il successo, l\u2019apprezzamento, i premi e i riconoscimenti che gli ha procurato, ad un certo punto De Giovanni ha abbandonato il suo Ricciardi, ed \u00e8 passato oltre, approdando alla scrittura di romanzi di <b>ambientazione contemporanea<\/b>. La nuova fase \u00a0si apre \u00a0con <b><i>Il metodo del coccodrillo<\/i>, <\/b>in cui<b> <\/b>per la prima volta<b> <\/b>compare <b>l\u2019ispettore Lojacono, <\/b>siciliano di Agrigento trasferito a Napoli in conseguenza di una accusa, falsa e mai provata, di collusione con la mafia.<b>\u00a0 <\/b>La vera meta, per\u00f2, si<b> <\/b>raggiunge con il secondo libro, <b><i>I Bastardi di Pizzofalcone<\/i><\/b>, con cui De Giovanni inaugura un genere inedito per l\u2019Italia, il \u201cpoliziesco di squadra\u201d, in cui il racconto si fa corale e parla di crimini e delitti, ma anche di tanti episodi di vita ordinaria, in cui vittime, colpevoli, poliziotti, magistrati e semplici spettatori sono accomunati da un destino di sofferenza e disagio.<br \/>\nModello ideale sono i gialli<a href=\"https:\/\/www.biblioteca-spinea.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/87th.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-1738 alignleft\" alt=\"87th\" src=\"https:\/\/www.biblioteca-spinea.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/87th-176x300.jpg\" width=\"176\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.biblioteca-spinea.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/87th-176x300.jpg 176w, https:\/\/www.biblioteca-spinea.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/87th.jpg 199w\" sizes=\"auto, (max-width: 176px) 100vw, 176px\" \/><\/a> dell\u2019ammiratissimo <b>Ed Mc Bain <\/b>(1926-2005), in realt\u00e0 Salvatore Albert Lombino: Mc Bain infatti \u00e8 soltanto uno dei cinque pseudonimi con cui lui,\u00a0 figlio di genitori lucani immigrati negli Stati Uniti,\u00a0 firmava le proprie opere. Tra queste si impone &#8211; geniale ed insuperabile, secondo il giudizio di De Giovanni \u2013 la copiosissima serie dell\u2019 <b><i>87\u00b0 Distretto, <\/i><\/b>il primo ed indimenticabile amore letterario dello scrittore napoletano. Anche qui si raccontano vicende criminali, inserite in un contesto comune e quotidiano, dove anche i poliziotti, finalmente, smettono il travestimento da eroi e indossano i panni sempre un po\u2019 logori della gente normale. Con tutto ci\u00f2 che ne deriva.<br \/>\nNon \u00e8 il caso di soffermarsi sulla serie dei <b>Bastardi<\/b>: chi \u00e8 interessato potr\u00e0, se vuole, trovare alcune recensioni in questo stesso blog, nella rubrica <i>Letture in giallo<\/i>. Basti qui osservare che il <b>commissariato di Pizzofalcone,<\/b> effettivamente esistente nella realt\u00e0, ben si presta a fungere da contenitore e <i>location<\/i> per la rappresentazione di quella massa disgregata e indifferente che \u00e8 diventata ormai Napoli, perch\u00e9 in un\u2019area relativamente limitata, dalla collina al mare, varie comunit\u00e0 eterogenee e \u00a0non comunicanti si susseguono e si affrontano senza dialogare. In questo spazio trovano posto <b>tutte le categorie sociali<\/b>, tutte le condizioni economiche e professionali, ma ciascuna di esse, oggi, appare deformata, svilita ed incattivita. La zona pi\u00f9 misera e popolare dei <b>Quartieri Spagnoli<\/b>, tradizionalmente problematica, \u00e8 stravolta dall\u2019immigrazione, naturalmente anche clandestina; la borghesia di <b>Chiaia<\/b> \u00e8 impoverita, attanagliata dalla crisi che porta fallimenti e disoccupazione; l\u2019\u00e9lite aristocratica di <b>via Caracciolo<\/b> stenta a trovare una funzione sociale che le offra una qu<a href=\"https:\/\/www.biblioteca-spinea.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/foto116.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-1743 alignright\" alt=\"foto116\" src=\"https:\/\/www.biblioteca-spinea.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/foto116-300x225.jpg\" width=\"300\" height=\"225\" srcset=\"https:\/\/www.biblioteca-spinea.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/foto116-300x225.jpg 300w, https:\/\/www.biblioteca-spinea.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/foto116-1024x768.jpg 1024w, https:\/\/www.biblioteca-spinea.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/foto116.jpg 1600w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>alche attribuzione di senso.<br \/>\nQuesto \u00e8 dunque il contesto in cui si muovono i poliziotti di De Giovanni, <b>un contesto reale trasformato<\/b> <b>dallo scrittore in un microcosmo<\/b> dove proiettare le storie di un\u2019intera citt\u00e0. Perch\u00e9 secondo lui la narrativa ha &#8211; e deve avere &#8211; il ruolo di rappresentare, rielaborata in forma artistica, la verit\u00e0 della vita, la cangiante configurazione di una societ\u00e0 in piena evoluzione, dove il ritmo delle giornate \u00e8 cambiato, e non in meglio.<a href=\"https:\/\/www.biblioteca-spinea.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/chiaia.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-1750 alignleft\" alt=\"chiaia\" src=\"https:\/\/www.biblioteca-spinea.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/chiaia-300x200.jpg\" width=\"300\" height=\"200\" srcset=\"https:\/\/www.biblioteca-spinea.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/chiaia-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.biblioteca-spinea.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/chiaia.jpg 500w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><br \/>\nEgli dunque <b>rifiuta l\u2019autobiografismo<\/b>, la chiusura nella auscultazione di s\u00e9 univoca ed asfittica, convinto che lo scrittore debba uscire dal proprio io e raccontare le storie degli <i>altri<\/i>. Sono gli altri quelli che contano, che devono essere considerati, ascoltati, capiti e rappresentati. Con la loro sofferenza di vittime, con le loro pulsioni distorte di criminali.<br \/>\n\u00c8 proprio il lato oscuro dell\u2019animo umano quello che sta a cuore a De Giovanni, il quale \u2013 preferendo definire i propri libri <i>noir<\/i> piuttosto che gialli \u2013 dichiara di non avere mai inteso privilegiare nelle proprie storie l\u2019aspetto strettamente investigativo, quanto quello psicologico e sociale. Non gli interessa, insomma, catturare l\u2019attenzione del lettore fino alla scoperta di chi abbia commesso il delitto, ma piuttosto di portarlo progressivamente a <b>capire <i>perch\u00e9<\/i> quel delitto sia stato commesso<\/b>, quali siano state le motivazioni, anche inconsce, ma certamente catalizzate da condizioni esistenziali problematiche, che hanno spinto qualcuno ad agire, hanno fatto prendere un\u2019arma, picchiare una donna, abusare di un bambino. La raccolta dei dati oggettivi, le prove, \u00a0i fatti concreti e inconfutabili sono appannaggio degli investigatori e dei magistrati, ma non della letteratura.<a href=\"https:\/\/www.biblioteca-spinea.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/1460041_10153558813150300_751292827_n.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-1730 alignleft\" alt=\"1460041_10153558813150300_751292827_n\" src=\"https:\/\/www.biblioteca-spinea.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/1460041_10153558813150300_751292827_n-300x168.jpg\" width=\"263\" height=\"147\" srcset=\"https:\/\/www.biblioteca-spinea.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/1460041_10153558813150300_751292827_n-300x168.jpg 300w, https:\/\/www.biblioteca-spinea.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/1460041_10153558813150300_751292827_n.jpg 403w\" sizes=\"auto, (max-width: 263px) 100vw, 263px\" \/><\/a> Quando quegli investigatori hanno scoperto e magari arrestato un colpevole, quando ne hanno dimostrato la colpevolezza al di l\u00e0 di ogni ragionevole dubbio, hanno finito il loro lavoro, il caso \u00e8 chiuso. Ma \u00e8 qui che allora interviene la letteratura. Da qui parte il suo <b>ruolo di tessitrice di trame<\/b>, che ricostruisce, collega, spiega e approfondisce quello che gli addetti ai lavori istituzionali non fanno e non possono fare. La sua materia sono i meccanismi nascosti delle azioni umane, quelle devianti, ed anche quelle apparentemente normali. Questo fa la narrativa: racconta storie, fa percepire il pulsare dei sentimenti, pone in primo piano la polvere della strada, lo strepito del traffico, e magari il crepitare delle armi. Nera \u00e8 l\u2019anima della citt\u00e0, nera \u00e8 la sostanza delle opere di De Giovanni.<\/p>\n<p>Ma per finire l\u2019atmosfera si allegerisce. Sollecitato dal pubblico, lo scrittore chiude con un\u2019ultima battuta non su Napoli, ma sul Napoli. Qui per\u00f2 qui si entra nella sfera del sacro, e quindi, come Dante in Paradiso, siamo &#8230; all\u2019ineffabilit\u00e0.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<!-- AddThis Advanced Settings generic via filter on the_content --><!-- AddThis Share Buttons generic via filter on the_content -->","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L\u2019evento Pienone marted\u00ec 18 febbraio nella sala dell\u2019Emeroteca per un nuovo appuntamento promosso ed organizzato dalla Biblioteca in collaborazione con l\u2019Associazione degli Amici, che ha saputo mobilitare moltissimi partecipanti, come sempre accade, del resto, quando si offre al pubblico un\u2019occasione culturale di grande rilevanza e spessore. 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