{"id":1659,"date":"2014-02-13T11:04:46","date_gmt":"2014-02-13T09:04:46","guid":{"rendered":"http:\/\/www.biblioteca-spinea.it\/blog\/?p=1659"},"modified":"2014-02-26T19:39:40","modified_gmt":"2014-02-26T17:39:40","slug":"amori-sotto-il-velo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.biblioteca-spinea.it\/blog\/2014\/02\/13\/amori-sotto-il-velo\/","title":{"rendered":"AMORI SOTTO IL VELO"},"content":{"rendered":"<p><!--[if gte mso 9]&gt;--><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin-bottom: 0.0001pt;\"><b><span style=\"font-size: 12.0pt; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman','serif';\">San Valentino<\/span><\/b><span style=\"font-size: 12.0pt; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman','serif';\"> ormai \u00e8 alle porte.<span>\u00a0 <\/span>Quale testo allora pu\u00f2 essere migliore del <b><i>Decameron<\/i><\/b> per ricordarlo degnamente, ribadendo <b>l\u2019invito all\u2019amore<\/b>? Tra le cento storie raccontate nell\u2019opera boccacciana c\u2019\u00e8 soltanto l\u2019imbarazzo della scelta, a volerne selezionare una, una sola, che esemplifichi il concetto nel modo pi\u00f9 efficace e intrigante. Ma siccome siamo anche in tempo di Carnevale, <span>\u00a0<\/span>e<span>\u00a0 <\/span>la voglia di divertimento non manca nonostante la crisi che ci avvilisce un po\u2019 tutti, eccone una leggera leggera, divertente e <span>\u00a0<\/span>scanzonata, capace &#8211; spero &#8211; di suscitare un sorriso e donarci qualche momento di distrazione.<span>\u00a0 <a href=\"https:\/\/www.biblioteca-spinea.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/SSA.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-1660 alignleft\" alt=\"SSA\" src=\"https:\/\/www.biblioteca-spinea.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/SSA.jpg\" width=\"248\" height=\"165\" \/><\/a><\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin-bottom: 0.0001pt;\"><span style=\"font-size: 12.0pt; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman','serif';\">Si tratta della <b>seconda novella della nona giornata<\/b>, dove, sotto il reggimento di Emilia, viene concessa ai narratori della lieta brigata la facolt\u00e0 di scegliere liberamente l\u2019argomento. <b>Elissa<\/b> decide di raccontare una vicenda ambientata in<span>\u00a0 <\/span>un monastero in Lombardia, che l\u2019autore definisce famosissimo per santit\u00e0 e devozione (<i>religione<\/i>) in <b>un\u2019annotazione antifrastica<\/b> che sicuramente cela l\u2019ironia del contrasto tra apparenza e realt\u00e0. Per l\u2019ennesima volta Boccaccio, dunque, <span>\u00a0<\/span>assume come protagoniste persone del mondo ecclesiastico e le coglie in gesti e situazioni non precisamente canonici, escludendo per\u00f2 la nota pesantemente allusiva, pur nella sostanziale licenziosit\u00e0 delle situazioni. Si vedr\u00e0, inoltre che nulla pi\u00f9 di un <b>lieve sorriso<\/b> va a sottolineare la dissonanza tra il comportamento delle monache e le regole della vita religiosa. Non c\u2019\u00e8 infatti polemica moralistica n\u00e9 scandalo, nella convinzione che la <b>castit\u00e0<\/b> imposta alle monache sia <b>inaccettabile<\/b>, perch\u00e9 <b>contro natura<\/b>, contro il sano e naturale richiamo della carne.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin-bottom: 0.0001pt;\"><!--more--><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin-bottom: 0.0001pt;\">\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin-bottom: 0.0001pt;\"><span style=\"font-size: 12.0pt; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman','serif';\"><a href=\"https:\/\/www.biblioteca-spinea.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/donna-medioevo-2.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-1662 alignleft\" alt=\"donna-medioevo-2\" src=\"https:\/\/www.biblioteca-spinea.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/donna-medioevo-2-225x300.jpg\" width=\"225\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.biblioteca-spinea.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/donna-medioevo-2-225x300.jpg 225w, https:\/\/www.biblioteca-spinea.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/donna-medioevo-2.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 225px) 100vw, 225px\" \/><\/a>Ma non \u00e8 soltanto invenzione letteraria. \u00c8 risaputo infatti che numerose tra le suore, forse la maggior parte, erano un tempo <b>rinchiuse a forza sin da bambine<\/b>, in assenza totale di vocazione ma in obbedienza a scelte altrui, che ignoravano il loro legittimo diritto alla vita e ne troncavano bruscamente i sogni. \u00c8 questa la ragione per cui nei monasteri, dove appassivano tante esistenze sacrificate all\u2019interesse ed alla convenienza sociale, fiorivano poi quotidianamente episodi e comportamenti trasgressivi, peraltro assolutamente comprensibili e direi addirittura giustificati.<span>\u00a0 <\/span>E cos\u00ec diffusi da risultare a loro volta <b>paradigmatici.<\/b> <\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin-bottom: .0001pt; text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 12.0pt; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman','serif';\"><a href=\"https:\/\/www.biblioteca-spinea.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/23140669_1313-2013-un-anno-con-boccaccio-0.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-1661 alignright\" alt=\"23140669_1313-2013-un-anno-con-boccaccio-0\" src=\"https:\/\/www.biblioteca-spinea.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/23140669_1313-2013-un-anno-con-boccaccio-0-269x300.jpg\" width=\"212\" height=\"237\" srcset=\"https:\/\/www.biblioteca-spinea.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/23140669_1313-2013-un-anno-con-boccaccio-0-269x300.jpg 269w, https:\/\/www.biblioteca-spinea.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/23140669_1313-2013-un-anno-con-boccaccio-0.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 212px) 100vw, 212px\" \/><\/a>Boccaccio certamente non ignora questa realt\u00e0, ne prende atto e la rappresenta realisticamente portandola davanti ai nostri occhi come un dato oggettivo. Tralasciando ovviamente qualsiasi considerazione sociologica, che non gli appartiene e non pu\u00f2 appartenergli, data la cultura dell\u2019epoca. \u00c8 per\u00f2 significativo il modo in cui, con <b>distacco e serena accettazione<\/b>, racconta i fatti, di per s\u00e9 \u201cfuori norma\u201d, ponendo l\u2019esortazione finale a godere i piaceri dell\u2019amore e del sesso addirittura in bocca alla <b>badessa<\/b>, ovvero proprio a colei che teoricamente, nell\u2019esercizio del suo ruolo<span>\u00a0 <\/span>e delle sue funzioni, dovrebbe garantire il rispetto delle regole ecclesiastiche all\u2019interno del convento, fornendo personalmente l\u2019esempio di castit\u00e0 e moralit\u00e0.<br \/>\nE non solo di parole si tratta, perch\u00e9 <span>\u00a0<\/span>ovviamente \u00e8 lei la prima ad applicare i sani precetti indicati alle consorelle. <span>\u00a0<\/span>Nel corso della vicenda si riveler\u00e0, quindi, non proprio cos\u00ec pia e virtuosa come comunemente si credeva, ma, nell\u2019ottica boccacciana \u2013 e quindi del lettore \u2013 non c\u2019\u00e8 nulla di male: <b>Madonna Usimbalda<\/b> \u00e8 una <b>donna <i>normale<\/i><\/b>, forse non una santa ma neanche un mostro di corruzione. Infatti \u00e8 perfettamente in grado di motivare le proprie azioni non quale cedimento alla debolezza umana, ma piuttosto come affermazione della naturalit\u00e0 dell\u2019amore in tutte le sua manifestazioni. Ivi <span>\u00a0<\/span>compreso il desiderio sessuale, che impone di essere soddisfatto proprio in nome di quella stessa <b><i>naturalit\u00e0<\/i><\/b>. Tantomeno, allora, saranno colpevoli o corrotti la tenera suorina <b>Isabetta<\/b> e il suo bel giovanotto, colti nella piena vitalit\u00e0 della giovinezza e delle sue esigenze. Anzi, per loro non si tratta neppure di semplice attrazione: essi si amano davvero, mostrando in ci\u00f2 animo nobile e sentimenti gentili, tali da riscattarsi, se mai ce ne fosse bisogno, dal livello della pura fisicit\u00e0.I due giovani godono perci\u00f2 di tutta la simpatia dello scrittore, perch\u00e9 Boccaccio addirittura ammira chi, indipe<\/span><span style=\"font-size: 12.0pt; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman','serif';\"><a href=\"https:\/\/www.biblioteca-spinea.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/3785.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-1664 alignleft\" alt=\"3785\" src=\"https:\/\/www.biblioteca-spinea.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/3785-210x300.jpg\" width=\"210\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.biblioteca-spinea.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/3785-210x300.jpg 210w, https:\/\/www.biblioteca-spinea.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/3785.jpg 232w\" sizes=\"auto, (max-width: 210px) 100vw, 210px\" \/><\/a><\/span><span style=\"font-size: 12.0pt; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman','serif';\">ndentemente dallo status e dalle condizioni esistenziali, ama e sa trovare forme e occasioni per godersi il proprio amore. A maggior ragione se l\u2019esercizio di questi diritti cos\u00ec sani e naturali \u00e8 costretto a farsi strada tra le difficolt\u00e0, in situazioni apparentemente non pertinenti, <b>contro le convenzioni e il conformismo della societ\u00e0<\/b> e della morale corrente. Appunto come avviene tra le mura di un convento.<br \/>\n\u00c8 evidente in queste concezioni lo spirito di un\u2019et\u00e0 di trapasso, in cui la cultura sta ormai abbandonando i principi teocentrici tipici della civilt\u00e0 medievale, orientandosi in senso socialmente pi\u00f9 dinamico e moralmente pi\u00f9 disinvolto. <b>L\u2019atteggiamento laico e pragmatico<\/b> di Boccaccio, la sua visione <span>\u00a0<\/span>del mondo cos\u00ec <i>possibilista<\/i>, non pi\u00f9 coercitiva e punitiva, ma gi\u00e0 impregnata di <b>ideali umanistici<\/b> \u2013 condivisi con l\u2019amico Petrarca \u2013 non sono solo il segno di una personalit\u00e0 individuale, ma di un\u2019epoca che cambia.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin-bottom: 0.0001pt;\"><span style=\"font-size: 12.0pt; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman','serif';\">Del resto, se sotto il sorriso di Messer Giovanni si pu\u00f2 cogliere la <b>sapiente esperienza dell\u2019animo umano<\/b> e degli impulsi che vi albergano e determinano atti e azioni, non si deve per\u00f2 credere che tutti i comportamenti siano da lui egualmente approvati. Pur nella sua tolleranza dell\u2019immensa variet\u00e0 delle cose umane, alcuni aspetti \u2013 quelli meno nobili o ingenerosi <span>\u00a0<\/span>&#8211; possono essere accettati, ma non necessariamente approvati. Lo scrittore si limita a registrare: inserisce i dati nel suo personale repertorio, non<span>\u00a0 <\/span>giudica, n\u00e9 deplora, forse capisce ma <b>non sempre condivide<\/b>.<br \/>\nCos\u00ec accade anche in questa novella, bench\u00e9 il tono generale non si discosti dal registro della leggerezza, che esclude la polemica pi\u00f9 aspra, e bench\u00e9, naturalmente la critica si manifesti contro non coloro che si rivelano capaci di amare, bens\u00ec nei confronti di chi, nei propri i atteggiamenti, si riveli <b>meschino e poco <i>cortese<\/i><\/b>. \u00c8 sottintesa infatti nel corso di tutta la narrazione una punta di per le <b>suore invidiose e malevole<\/b>, che sfocia esplicitamente nella battuta finale dopo essere stata pi\u00f9 volte anticipata da sottili <b>sfumature connotative<\/b> nelle descrizioni dei gesti e dei movimenti. E poi soprattutto va ricordata la <b>severa requisitoria iniziale<\/b> affidata alla narratrice Elissa, <b>contro gli <i>stoltissimi<\/i><\/b> che si vogliono porre come maestri e castigatori del prossimo, quando essi stessi non sono migliori. In questa critica \u00e8 sintetizzata la morale, il messaggio dell\u2019autore al suo pubblico, poi esplicitato nel corso della vicenda narrata tramite la dimostrazione della <b>legittimit\u00e0 dell\u2019amore<\/b> e della conseguente <b>l\u2019infondatezza della rinuncia<\/b>.<br \/>\nPur incentrata sull\u2019esaltazione dell\u2019amore, la novella sfrutta tuttavia anche altri due temi fondamentali nell\u2019opera boccacciana. Il primo riguarda la <b><i>fortuna<\/i><\/b>, ovvero la casualit\u00e0, l\u2019elemento imprevedibile ed incontrollabile che domina gli accadimenti terreni, rendendo spesso vani gli sforzi dell\u2019umano agire, ma anche fornendo, occasionalmente, inaspettato sostegno al loro adempimento. L\u2019altro \u00e8 il tema della <b><i>virt\u00f9<\/i>,<\/b> da intendersi come intelletto e <b><i>industria<\/i><\/b>, cio\u00e8 l\u2019intelligenza di chi sa elaborare un progetto ed escogitare le soluzioni per realizzarlo, o, all\u2019occorrenza, per salvarsi in condizioni di pericolo e di disagio. In quest\u2019ultimo caso pu\u00f2 talvolta bastare semplicemente <b>un motto arguto<\/b>, la battuta giusta al momento giusto. Come infatti accade in questa novella, accomunabile dunque a tutte quelle della sesta giornata, interamente dedicata a <i>chi con alcuno leggiadro motto, tentato, si riscosse, o con pronta risposta o avvedimento fugg\u00ec di perdita o pericolo o scorno.<\/i><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin-bottom: 0.0001pt;\"><span style=\"font-size: 12.0pt; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman','serif';\">Per la verit\u00e0 il nucleo narrativo p<\/span><span style=\"font-size: 12.0pt; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman','serif';\">rincipale, persino lo stesso motivo che determiner\u00e0 lo scioglimento della vicenda<span>\u00a0 <\/span>e il lieto fine <b>non sono del tutto originali<\/b>, essendo gi\u00e0 stati trattati in vari testi sia latini (la <b><i>Legenda Aurea<\/i><\/b>, tra gli altri) sia volgari italiani e francesi, divenuti col tempo addirittura popolari nella cultura medievale. La rielaborazione boccacciana, tuttavia, \u00e8 cos\u00ec <b>armoniosa, sobria, efficacemente coinvolgente<\/b> nel suo perfetto meccanismo narrativo da superare ampiamente gli antecedenti letterari. Per il ritmo dell\u2019azione, per la gustosissima invenzione degli eventi, infine per la caratterizzazione dei personaggi, essenziale ma attentissima alle connotazioni psicologiche di gesti e comportamenti, la novella ha suscitato infatti l\u2019ammirazione di critici di fama quali Baratto e Segre. Insomma, si pu\u00f2 parlare di un \u201cpiccolo capolavoro\u201d, dove l\u2019aggettivo \u00e8 dovuto soltanto alla brevit\u00e0 del testo.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin-bottom: 0.0001pt; line-height: normal; text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 12.0pt; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman','serif';\">\u00a0Ma vediamo la storia. In un famosissimo <b>convento in Lombardia<\/b> vive una monaca,<span>\u00a0 <\/span><i>giovane di sangue nobile e di maravigliosa bellezza dotata,<\/i> <i>la quale Isabetta chiamata <\/i>[&#8230;].<i>. <\/i><span>\u00a0<\/span>Niente altro sappiamo di lei, ma la immaginiamo infelice per l\u2019esistenza reclusa che<i> <\/i>\u00e8 costretta a condurre, pensiamo ai sogni che insegue nelle sue tristi giornate prive dei legittimi piaceri della giovinezza. Finch\u00e9 un giorno&#8230; <i>essendo un d\u00ec a un suo parente alla grata venuta, d&#8217;un bel giovane che con lui era s&#8217;innamor\u00f2; e esso, lei veggendo bellissima, gi\u00e0 il suo disidero avendo con gli occhi concetto, similmente di lei s&#8217;accese.<\/i><br \/>\n\u00c8 il <b>colpo di fulmine<\/b>, b<\/span><span style=\"font-size: 12.0pt; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman','serif';\"><a href=\"https:\/\/www.biblioteca-spinea.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/boccaccio.gif\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-1667 alignleft\" alt=\"boccaccio\" src=\"https:\/\/www.biblioteca-spinea.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/boccaccio-300x292.gif\" width=\"264\" height=\"256\" \/><\/a><\/span><span style=\"font-size: 12.0pt; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman','serif';\">asta un gioco di sguard<\/span><span style=\"font-size: 12.0pt; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman','serif';\">i per intendersi. Si vedono, si innamorano, si desiderano. Ma la vita in convento non favorisce ovviamente gli incontri amorosi, come rileva l\u2019autore, che non manca di sottolineare la <b>sofferenza dei due giovani<\/b>: <i>e non senza gran pena di ciascuno questo amore un gran tempo senza frutto sostennero.<\/i><br \/>\nUn sogno bello ed impossibile, allora? No. <b>Bello e possibile<\/b>. L\u2019amore sollecita nei due innamorati l\u2019<i>industria<\/i> in grado di trovare la via per realizzare i loro scopi. Infatti: <i>Ultimamente, essendone ciascuno sollecito, venne al giovane veduta una via da potere alla sua monaca occultissimamente andare; di che ella contentandosi, non una volta ma molte con gran piacer di ciascuno la visit\u00f2. <\/i><br \/>\nPer qualche temp<\/span><span style=\"font-size: 12.0pt; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman','serif';\">o tutto sembra filare liscio: <b>gli incontri si susseguono<\/b> con loro grande piacere, alimentando una felicit\u00e0 che non sorge soltanto dalla soddisfazione dei sensi, ma anche dall\u2019appagamento di un <b>sentime<\/b><\/span><span style=\"font-size: 12.0pt; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman','serif';\"><b>nto forte e vero<\/b>. Sono appuntamenti notturni tanto appassionati quanto segreti, ma di una segretezza troppo precariamente mantenuta. Non \u00e8 facile nascondere le proprie azioni, nella <b>promiscuit\u00e0 di un microcosmo comunitario<\/b> quale \u00e8 un convento, specie nell\u2019inevitabile sventatezza dell\u2019incantamento amoroso. E soprattutto se quelle azioni comportano trasgressioni tali da suscitare pruriginose curiosit\u00e0 e malevole invidie<span>\u00a0 <\/span>in una collettivit\u00e0 reclusa e sostanzialmente repressa.<br \/>\nInfatti ben presto i <b>furtivi movimenti<\/b> che avvengono nella <span>\u00a0<\/span>cella di Isabetta verranno alla luce, e non saranno <b>n\u00e9 taciuti n\u00e9 tollerati<\/b>: <i>Ma continuandosi questo, avvenne una notte che egli da una delle donne di l\u00e0 entro fu veduto, senza avvedersene e egli o ella, dall&#8217;Isabetta partirsi e andarsene. Il che costei con alquante altre comunic\u00f2; e prima ebber consiglio d&#8217;accusarla alla badessa, la quale madonna Usimb<\/i><\/span><span style=\"font-size: 12.0pt; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman','serif';\"><a href=\"https:\/\/www.biblioteca-spinea.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/2731.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-1665 alignleft\" alt=\"2731\" src=\"https:\/\/www.biblioteca-spinea.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/2731-300x254.jpg\" width=\"300\" height=\"254\" srcset=\"https:\/\/www.biblioteca-spinea.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/2731-300x254.jpg 300w, https:\/\/www.biblioteca-spinea.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/2731.jpg 640w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/span><span style=\"font-size: 12.0pt; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman','serif';\"><i>alda ebbe nome, buona e santa donna secondo la oppinion delle donne monache e di chiunque la conoscea; poi pensarono, acci\u00f2 che la negazione non avesse luogo, di volerla far cogliere col giovane alla badessa; e cos\u00ec taciutesi, tra s\u00e9 le vigilie e le guardie segretamente partirono per incoglier costei.<\/i><br \/>\n<\/span><b><span style=\"font-size: 12.0pt; font-family: 'Times New Roman','serif';\">L\u2019ambientazione notturna<\/span><\/b><span style=\"font-size: 12.0pt; font-family: 'Times New Roman','serif';\">, che caratterizza l\u2019intera novella, ci mostra dunque un godibilissimo \u201cgiuoco delle parti\u201d, in cui un drappello di monache tutte comprese nel loro ruolo di inquisitrici animate dal <b>sacro fuoco della delazione<\/b> (che ha il sapore di una piccata rivalsa nei confronti della giovane Isabetta, tanto pi\u00f9 fortuna di loro) si mette all\u2019opera con un ardore che sarebbe encomiabile, se l\u2019origine no n fosse alquanto sospetta. \u00c8 infatti l\u2019<b>invidia<\/b>, ben pi\u00f9 forte della correttezza o della convinzione morale, <span>\u00a0<\/span>il sentimento che spinge la monaca che ha scoperto la relazione di Isabetta a confidarsi<span>\u00a0 <\/span>con le consorelle, \u00e8 l\u2019invidia che spinge tutte loro a decidere insieme la strategia migliore per informare la <b>badessa<\/b>, da tutte ritenuta fulgido esempio di virt\u00f9.<br \/>\nSorpresi i due amanti grazie ai <span>\u00a0<\/span>dunque turni di guardia sapientemente programmati, mettono dunque a punto la mossa tattica di dividersi in due gruppi, l\u2019uno posto a sorveglianza dei colpevoli, l\u2019altro spedito in delegazione ad avvertire la superiora. \u00c8 un <b>piccolo esercito compatto e puntiglioso<\/b>, che si muove furtivamente nel buio notturno del convento, animando celle e corridoi di bisbigli e sussurri. Le decisioni sono corali, movimenti sicuri, le azioni rapide e disciplinate:<\/span><br \/>\n<i><span style=\"font-size: 12.0pt; font-family: 'Times New Roman','serif';\">Or, non guardandosi l&#8217;Isabetta da questo n\u00e9 alcuna cosa sappiendone, avvenne che ella una notte vel fece venire, il che tantosto sepper quelle che a ci\u00f2 badavano; le quali, quando a lor parve tempo, essendo gi\u00e0 buona pezza di notte, in due si divisero, e una parte se ne mise a guardia dell&#8217;uscio della cella dell&#8217;Isabetta e un&#8217;altra n&#8217;and\u00f2 correndo alla camera della badessa; <span>\u00a0<\/span><\/span><\/i><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin-bottom: 0.0001pt; text-align: left;\"><span style=\"font-size: 12.0pt; font-family: 'Times New Roman','serif';\">\u00a0Il <strong>commento <\/strong><b>dello scrittore<\/b> si intravvede nell\u2019uso \u2013 certamente ironico \u2013 di termini specifici del <b>linguaggio militare<\/b> (<i>vigilie, guardie, incogliere<\/i>) per descrivere lo zelante organizzarsi delle monache, determinate e solidali nella loro volont\u00e0 di intervento e punizione, che della carit\u00e0 cristiana non ha nemmeno l\u2019odore. Sorpresa nel cuore della notte dal bussare delle zelanti monachelle all\u2019uscio della sua cella, Madonna Usimbalda \u00e8 <b>stupita e allarmata<\/b>. E non perch\u00e9 il suo sonno sia stato proprio interrotto&#8230; Infatti: <i>Era quella notte la badessa accompagnata d&#8217;un prete il quale ella spesse volte in una cassa si faceva venire. La quale, udendo questo, temendo non forse le monache per troppa fretta o troppo volonterose tanto l&#8217;uscio sospignessero, che egli s&#8217;aprisse, spacciatamente si lev\u00f2 suso e come il meglio seppe si vest\u00ec al buio[&#8230;]<a href=\"https:\/\/www.biblioteca-spinea.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/ConsulterElementNum1.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-1670 alignright\" alt=\"ConsulterElementNum\" src=\"https:\/\/www.biblioteca-spinea.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/ConsulterElementNum1-300x210.jpg\" width=\"300\" height=\"210\" srcset=\"https:\/\/www.biblioteca-spinea.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/ConsulterElementNum1-300x210.jpg 300w, https:\/\/www.biblioteca-spinea.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/ConsulterElementNum1.jpg 731w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/i><br \/>\nPossiamo immaginare il disappunto della suora, sorpresa in un delicato <b>momento di intimit\u00e0<\/b> con \u201ccotanto amante\u201d. Per la verit\u00e0, Boccaccio non si esprime in proposito, rinunciando, coerentemente con lo stile di tutta la novella, ad ogni annotazione apertamente erotica; ma non ci dice nemmeno che i due stessero dormendo, e la prontezza della reazione sembrerebbe proprio escludere questa seconda ipotesi.<br \/>\nDunque, chiamata al dovere dalle sue pecorelle, affinch\u00e9 intervenga a <b>fare giustizia<\/b> punendo la colpevole, Usimbalda si alza e si veste&#8230;ma: <span>\u00a0<\/span><i>credendosi torre certi veli piegati, li quali in capo portano e chiamangli il saltero, le venner tolte le brache del prete; e tanta fu la fretta, che senza avvedersene in luogo del saltero le si gitt\u00f2 in capo e usc\u00ec fuori e prestamente l&#8217;uscio si riserr\u00f2 dietro dicendo: &#8220;Dove \u00e8 questa maladetta da Dio?&#8221;<\/i><br \/>\n<\/span><span style=\"font-size: 12.0pt; font-family: 'Times New Roman','serif';\"><span style=\"font-size: 12.0pt; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman','serif';\"><a href=\"https:\/\/www.biblioteca-spinea.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/ildegarda-ok.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-1669 alignleft\" alt=\"ildegarda-ok\" src=\"https:\/\/www.biblioteca-spinea.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/ildegarda-ok-300x115.jpg\" width=\"300\" height=\"115\" srcset=\"https:\/\/www.biblioteca-spinea.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/ildegarda-ok-300x115.jpg 300w, https:\/\/www.biblioteca-spinea.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/ildegarda-ok.jpg 630w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/span>Le monache <b>non si accorgono di<span>\u00a0 <\/span>nulla<\/b>: tutte prese dall\u2019avvicinarsi del loro momento di riscatto, non badano certo all\u2019abbigliamento della badessa. Ed ecco il piccolo <b>esercito in marcia<\/b> per la sua straftspedition: <i>E con l&#8217;altre, che s\u00ec focose e s\u00ec attente erano a dover far trovare in fallo l&#8217;Isabetta, che di cosa che la badessa in capo avesse non s&#8217;avvedieno, giunse all&#8217;uscio della cella, e quello, dall&#8217;altre aiutata, pinse in terra: e entrate dentro nel letto trovarono i due amanti abbracciati.<\/i><br \/>\nPer Isabetta e il suo innamorato <b>la situazione si fa incresciosa<\/b>: colti alla sprovvista, non sanno reagire e sono facilmente preda delle inquisitrici; lei \u00e8 condotta nella sala del capitolo come un delinquente in attesa di giudizio, lui \u00e8 lasciato a soffrire da solo nella cella, ad <b>aspettare la sentenza<\/b> con la morte nel cuore. In questo frangente, le elucubrazioni del giovane non sono certo improntate a devozione e pentimento, tanto meno a rassegnazione, e proprio per questo egli risulta tanto pi\u00f9 vicino e <i>umano<\/i>, provocando in noi un <b>moto di simpatia e solidariet\u00e0<\/b>. Il suo atteggiamento conferma infatti l\u2019amore per Isabetta, ed egli arriva <span>\u00a0<\/span>persino a contemplare l\u2019ipotesi di un\u2019azione di forza per rapirla dal monastero: <i>Il giovane s&#8217;era rimaso; e vestitosi aspettava di veder che fine la cosa avesse, con intenzione di fare un mal giuoco a quante giugner ne potesse, se alla sua giovane novit\u00e0 niuna fosse fatta, e di lei menarne con seco.<\/i><br \/>\nIntanto, procede il solenne <b>processo contro la ragazza:<\/b> <i>La badessa, postasi a sedere in capitolo in presenzia di tutte le monache, le quali solamente alla colpevole riguardavano, incominci\u00f2 a dirle la maggior villania che mai a femina fosse <\/i><\/span><span style=\"font-size: 12.0pt; font-family: 'Times New Roman','serif';\"><a href=\"https:\/\/www.biblioteca-spinea.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/Nun-Dress.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-1673 alignright\" alt=\"Nun-Dress\" src=\"https:\/\/www.biblioteca-spinea.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/Nun-Dress-262x300.jpg\" width=\"262\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.biblioteca-spinea.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/Nun-Dress-262x300.jpg 262w, https:\/\/www.biblioteca-spinea.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/Nun-Dress.jpg 479w\" sizes=\"auto, (max-width: 262px) 100vw, 262px\" \/><\/a><\/span><span style=\"font-size: 12.0pt; font-family: 'Times New Roman','serif';\"><i>det<\/i><\/span><span style=\"font-size: 12.0pt; font-family: 'Times New Roman','serif';\"><i>ta, s\u00ec come a colei la quale la santit\u00e0, l&#8217;onest\u00e0, la buona fama del monistero con le sue sconce e vituperevoli opere, se di fuor si sapesse, contaminate avea: e dietro alla villania aggiugnea gravissime minacce.<\/i><br \/>\nIn realt\u00e0, c\u2019\u00e8 poco da accusare e minacciare, e non solo perch\u00e9 il pubblico ministero non \u00e8 migliore dell\u2019imputata, ma anche perch\u00e9 non pu\u00f2 mantenere un briciolo di credibilit\u00e0, con quel copricapo in testa.<br \/>\nOra infatti la scena si tinge di <b>toni surreali ed ottiene effetti esilaranti<\/b>. Il lettore sa quello che Usimbalda e le monache punitrici ignorano, lo sa e ghigna, aspettando il <b>tonfo della badessa<\/b> dal trono della sua ambigua virt\u00f9, un ignobile capitombolo che castighi giustamente, non la sua trasgressione amorosa, ma <b>l\u2019ipocrisia e la supponenza<\/b> del l\u2019atteggiarsi a giudice e porsi come modello esemplare. \u00c8 questo il <b>gioco dello scrittore col suo pubblico<\/b>, l\u2019intrattenimento arguto, la strizzatina d\u2019occhio che non si sofferma su doppi sensi o allusioni oscene, ma sfrutta elegantemente la sorridente intesa, la attesa sagace dell\u2019evolversi della situazione.<br \/>\nInfatti&#8230;Mentre le consorelle sono intente ad ascoltare le parole della superiora, parole tanto crudeli da indurre un moto di compassione persino in quegli animi esacerbati dall\u2019invidia e dall\u2019astinenza, Isabetta invece&#8230; [&#8230;] <i>multiplicando pur la badessa in novelle, venne alla giovane alzato il viso e veduto ci\u00f2 che la badessa aveva in capo e gli usulieri che di qua e di l\u00e0 pendevano: di che ella, avvisando ci\u00f2 che era, tutta rassicurata disse: &#8220;Madonna, se Dio v&#8217;aiuti, annodatevi la cuffia e poscia mi dite ci\u00f2 che voi volete.&#8221;<\/i><br \/>\n\u00c8 fatta. <b>Compresa immediatamente la situazione<\/b>, la giovane monaca, intelligente, oltre che bella ed appassionata (e sappiamo che per Boccaccio questa \u00e8 una gr<\/span><span style=\"font-size: 12.0pt; font-family: 'Times New Roman','serif';\"><a href=\"https:\/\/www.biblioteca-spinea.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/sposalizio1200.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-1674 alignleft\" alt=\"sposalizio1200\" src=\"https:\/\/www.biblioteca-spinea.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/sposalizio1200-255x300.jpg\" width=\"256\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.biblioteca-spinea.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/sposalizio1200-255x300.jpg 255w, https:\/\/www.biblioteca-spinea.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/sposalizio1200.jpg 357w\" sizes=\"auto, (max-width: 256px) 100vw, 256px\" \/><\/a><\/span><span style=\"font-size: 12.0pt; font-family: 'Times New Roman','serif';\">ande virt\u00f9), coglie al volo l\u2019occasione che la porter\u00e0 <b>fuori pericolo<\/b>. Alla rabbiosa, quanto falsa, requisitoria della badessa, ora infatti pu\u00f2 contrapporre serafica un bel motto che sar\u00e0 appunto la sua salvezza.<br \/>\nDetta e ripetuta, quella frase (destinata a diventare quasi proverbiale) <i>&#8220;Madonna, se Dio v&#8217;aiuti, annodatevi la cuffia\u201d<\/i>avr\u00e0 la forza di sbloccare la situaz<\/span><span style=\"font-size: 12.0pt; font-family: 'Times New Roman','serif';\">ione a suo completo favore: <\/span><em>laonde molte delle monache levarono il viso al capo della badessa e, ella similmente ponendovisi le mani, s&#8217;accorsero perch\u00e9 l&#8217;Isabetta cos\u00ec diceva.<\/em><br \/>\n<span style=\"font-size: 12.0pt; font-family: 'Times New Roman','serif';\">Invano Usimbalda cercher\u00e0 di mantenere la propria autorevolezza: quando le altre monache, indotte dalle parole di Isabetta, alzano gli occhi alla \u201ccuffia\u201d e intuisco<\/span><span style=\"font-size: 12.0pt; font-family: 'Times New Roman','serif';\">no il fattaccio, e lei stessa si accorge della situazione, non c\u2019\u00e8 pi\u00f9 nulla da fare. L<b>\u2019atmosfera inquisitoria risulta insostenibile<\/b>, l\u2019accusa si dissolve come neve al sole, in fallo ora si trova proprio chi appariva al di sopra di ogni sospetto e, forte delle apparenze<span>\u00a0 <\/span>nonch\u00e9 del proprio ruolo, riteneva di poter giudicare, colpire, punire.<\/span><br \/>\n<span style=\"font-size: 12.0pt; font-family: 'Times New Roman','serif';\">Ma bisogna comunque dar atto alla badessa &#8211; che non deve essere una sprovveduta, se \u00e8 in grado di guidare un convento famoso e celebrato &#8211; di saper <b>aggiustare il tiro con rapidit\u00e0 e scaltrezza<\/b>: vistasi scoperta nel suo segreto, subito converte quella che era cominciata come una durissima reprimenda in un <b>esplicito e pubblico invito ad abbandonarsi con serenit\u00e0 e letizia alle lusinghe dell\u2019amore <\/b>e ai piaceri dei sensi. Unica condizione: riservatezza e <b>discrezione,<\/b> a salvaguardia del buon nome del monastero. Per il resto nessuna remora, nessun impaccio moralistico, nessun impedimento religioso: solo la razionale e realistica constatazione delle esigenze umane e la ribadita <b>legittimit\u00e0 degli istinti naturali.<\/b><br \/>\nE cos\u00ec siamo giunti al <b>lieto fine della vicenda<\/b>: Isabetta \u00e8 lasciata libera di godersi il suo amante, mentre le raccomandazioni della superiora sono prontamente accolte dalle altre monache, che forse, superata l\u2019iniziale frustrazione, potranno<span>\u00a0 <\/span>rivelarsi in futuro meno acide ed invidiose.<\/span><br \/>\n<i><span style=\"font-size: 12.0pt; font-family: 'Times New Roman','serif';\">Di che la badessa, avvedutasi<\/span><\/i><span style=\"font-size: 12.0pt; font-family: 'Times New Roman','serif';\"><b><a href=\"https:\/\/www.biblioteca-spinea.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/trovieri3.gif\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-1672 alignright\" alt=\"trovieri3\" src=\"https:\/\/www.biblioteca-spinea.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/trovieri3-300x196.gif\" width=\"300\" height=\"196\" \/><\/a><\/b><\/span><i><span style=\"font-size: 12.0pt; font-family: 'Times New Roman','serif';\"> del suo medesimo fallo e vedendo che da tutte veduto era n\u00e9 aveva ricoperta, mut\u00f2 sermone e in tutta altra guisa che fatto non aveva cominci\u00f2 a parlare, e conchiudendo venne impossibile essere il potersi dagli stimoli della carne difendere; e per ci\u00f2 chetamente, come infino a quel d\u00ec fatto s&#8217;era, disse che ciascuna si desse buon tempo quando potesse; e liberata la giovane, col suo prete si torn\u00f2 a dormire, e l&#8217;Isabetta col suo amante. Il quale poi molte volte, in dispetto di quelle che di lei avevano invidia, vi<\/span><\/i><i><span style=\"font-size: 12.0pt; font-family: 'Times New Roman','serif';\"> f\u00e9 venire; l&#8217;altre che senza amante erano, come seppero il meglio, segretamente procacciaron lor ventura. \u2013<\/span><\/i><br \/>\n<span style=\"font-size: 12.0pt; font-family: 'Times New Roman','serif';\">Le battute finali di Usimbalda sintetizzano ovviamente il <b>pensiero di Boccaccio<\/b>, mai abbastanza ribadito in tutto il <i>Decameron.<\/i><br \/>\nChe dire di pi\u00f9? A noi non resta che farlo nostro, allora. Come le monachelle di Lombardia, abbandoniamoci all\u2019amore<\/span><span style=\"font-size: 12.0pt; line-height: 115%; font-family: 'Times New Roman','serif';\">, con l\u2019augurio che ciascuno possa godere di questo sentimento nel modo pi\u00f9 gratificante possibile.<br \/>\nRicordandosi, per\u00f2, che non tutto \u00e8 amore. Questo, per esempio non lo \u00e8 di sicuro:\u00a0 <\/span><span style=\"font-size: 12.0pt; font-family: 'Times New Roman','serif';\"><a href=\"https:\/\/www.biblioteca-spinea.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/shapeimage_1.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-1676 alignright\" alt=\"shapeimage_1\" src=\"https:\/\/www.biblioteca-spinea.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/shapeimage_1.png\" width=\"169\" height=\"126\" \/><\/a><\/span><\/p>\n<!-- AddThis Advanced Settings generic via filter on the_content --><!-- AddThis Share Buttons generic via filter on the_content -->","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>San Valentino ormai \u00e8 alle porte.\u00a0 Quale testo allora pu\u00f2 essere migliore del Decameron per ricordarlo degnamente, ribadendo l\u2019invito all\u2019amore? Tra le cento storie raccontate nell\u2019opera boccacciana c\u2019\u00e8 soltanto l\u2019imbarazzo della scelta, a volerne selezionare una, una sola, che esemplifichi il concetto nel modo pi\u00f9 efficace e intrigante. 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