{"id":1126,"date":"2013-10-04T12:16:59","date_gmt":"2013-10-04T10:16:59","guid":{"rendered":"http:\/\/www.biblioteca-spinea.it\/blog\/?p=1126"},"modified":"2013-10-23T11:55:25","modified_gmt":"2013-10-23T09:55:25","slug":"piccolo-grande-uomo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.biblioteca-spinea.it\/blog\/2013\/10\/04\/piccolo-grande-uomo\/","title":{"rendered":"Piccolo grande uomo"},"content":{"rendered":"<p><strong>PICCOLO GRANDE UOMO (LITTLE BIG MAN)<\/strong> &#8211; 1964 &#8211; Thomas Berger<\/p>\n<blockquote><p>C&#8217;\u00e8 molta gente superficiale che prende le cose alla lettera. Ma la vita di un uomo che abbia in s\u00e9 qualche valore \u00e8 una continua Allegoria. Solo pochi possono capire il mistero della sua vita. John Keats<\/p><\/blockquote>\n<p><a href=\"https:\/\/www.biblioteca-spinea.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2013\/10\/little-big-man3.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-full wp-image-1131\" alt=\"Jack Crabb\" src=\"https:\/\/www.biblioteca-spinea.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2013\/10\/little-big-man3.jpg\" width=\"200\" height=\"151\" \/><\/a>Avventuroso romanzo western, biografia di un uomo di piccola statura e di grande coraggio e Storia alternativa e fortemente critica della Conquista del West e dello sterminio degli Indiani, <em><strong>Piccolo Grande Uomo<\/strong><\/em> racconta attraverso cinque mesi di colloqui registrati da uno studioso di storia americana, la lunga vita di <strong>Jack Crabb<\/strong>, ultracentenario ricoverato in ospizio.<\/p>\n<p><!--more--><br \/>\nIl memoriale inizia del <strong>1852<\/strong> all&#8217;epoca della \u201c<strong>febbre dell&#8217;oro<\/strong>\u201d quando il protagonista decenne, si trova per una serie di sfortunate circostanze (il padre crivellato di frecce e mamma, sorella e fratello dispersi) a far parte di una banda di Cheyenne (sedicenti Uomini Veri) nella prateria. Con l&#8217;aiuto di un saggio mentore, Pelle Vecchia, il piccolo Jack cresce forte e diventa un guerriero. Durante una razzia di cavalli ai danni dei Crow, il ragazzo uccide il suo primo nemico e salva la vita ad un bullo coetaneo, Orso Giovane, il quale avendolo precedentemente sottovalutato se ne risente. Per il suo valore <strong>Jack viene nominato Piccolo grande uomo<\/strong> e il suo prestigio aumenta. Ma la sua brillante carriera tribale viene interrotta durante un attacco della cavalleria americana, durante la quale rischia di finire sciabolato prima di essere riconosciuto e riportato alla civilt\u00e0. Dopo questa \u201ceducazione selvaggia\u201d iniziano per l&#8217;orfano le tribolazioni della \u201crieducazione civile\u201d, affidato alle cure di un religioso sessuofobo e ghiottone e della sua giovane e voluttuosa moglie, egli si innamora della mammina adottiva, senza speranza, poich\u00e9 ella si sollazza fuori dal talamo.<br \/>\n<a href=\"https:\/\/www.biblioteca-spinea.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2013\/10\/wldwstA3.gif\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-full wp-image-1134\" alt=\"personaggi della storia del West\" src=\"https:\/\/www.biblioteca-spinea.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2013\/10\/wldwstA3.gif\" width=\"280\" height=\"167\" \/><\/a>Qui inizia per il giovanotto un periodo di accidia e deboscia, abbandonata la sicurezza domestica\u00a0\u00a0diventa avventore di saloons e bordelli. Finiti i soldi inizia a viaggiare in lungo e in largo oltre la Frontiera, incontrando personaggi entrati nella Storia del West come <strong>Kit Karson<\/strong>, <strong>Buffalo Bill<\/strong>, <strong>Wyatt Earp<\/strong>, <strong>Calamity Jane<\/strong> e <strong>Wild Bill Hickok<\/strong> e semplici comparse sulle quali la Storia \u00e8 passata come un rullo compressore come suo fratello Bill, spacciatore di intrugli alcolici agli indiani buoni, che si trascinano intorno ai forti vendendo di tutto anche la loro dignit\u00e0 o come la sorella Caroline, sempre stata fuori di testa ma ormai talmente grave da essere ricoverata in manicomio. Falliti tutti i tentativi di far fortuna sia nella ricerca dell&#8217;oro che nel commercio, diventa giocatore d&#8217;azzardo e pistolero riuscendo a guadagnare talmente tanto da riscattare da un bordello, Amelia, una presunta\u00a0\u00a0nipote. Novello Pigmalione, la fa diventare una dama e la fa sposare ad un rampollo di un politico. Si sistema anche lui con Olga, una giovane svedese dalla quale ha un figlio, Olaf.<br \/>\nIn viaggio vengono attaccati dai Cheyenne e la sua famiglia viene rapita. Per cercare di recuperarla si arruola<br \/>\nnel Settimo Cavalleria, come mulattiere, sotto il comando del generale <strong>George Armstrong Custer<\/strong>.<a href=\"https:\/\/www.biblioteca-spinea.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2013\/10\/custer3.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright size-full wp-image-1130\" alt=\"custer\" src=\"https:\/\/www.biblioteca-spinea.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2013\/10\/custer3.jpg\" width=\"180\" height=\"287\" \/><\/a> Dopo uno scontro coi\u00a0 Cheyenne, ritorna alla sua trib\u00f9, riconosce nella bisbetica moglie bianca di Piccolo Orso la sua Olga,\u00a0ma non c&#8217;\u00e8 nessuna agnizione. Anzi si rif\u00e0 una famiglia con Luce del sole, una giovane vedova e le sue tre sorelle. L&#8217;idillio viene infranto al suono del \u201cGarry Owen\u201d del Settimo Cavalleria di Custer, durante il massacro, lungo il\u00a0 Washita, Jack medita la vendetta. Ritorna nell&#8217;esercito con una missione, uccidere il nemico pi\u00f9 pericoloso per gli indiani. Penetra nella tenda di Custer con un coltello, ma non riesce ad assassinarlo a sangue freddo. La resa dei conti avverr\u00e0 nel centenario dell&#8217;indipendenza degli Stati Uniti: \u201cMa soltanto io c&#8217;ero, e quelle cose le vissi, e giuro che ho detto la verit\u00e0, per quanto pu\u00f2 essere vero un ricordo. Ancora oggi ho le cicatrici, sulla guancia e sulla spalla, delle ferite che ebbi su quell&#8217;altura sopra il Little Bighorn, Territorio del Montana, il 25 giugno 1876, nel combattimento con gli indiani Sioux e Cheyenne nel quale il generale George A. Custer e cinque reparti del VII Cavalleria degli Stati Uniti perirono fino al penultimo uomo.<br \/>\nPerch\u00e8 ho taciuto sinora? Be&#8217;, in questo paese gli indiani a noi ostili non sono mai stati popolari, ma per qualche anno, dopo il Little Bighorn, gli amici degli indiani erano diventati meno degli amici del serpente a sonagli. \u201cE&#8217; vero\u201d\u00a0 &#8211; mi capita di dire con qualcuno che ha voglia di divertirsi &#8211; \u00a0\u201cfurono i miei amici Cheyenne a salvarmi.\u201d<br \/>\nIn seguito Berger scrisse \u201cIl ritorno del Piccolo Grande Uomo\u201d, fu annunziata l&#8217;edizione italiana per i tipi della<br \/>\nRizzoli nel 1999, che ancor oggi risulta introvabile sia nelle biblioteche che nelle librerie.<\/p>\n<p><strong><a href=\"https:\/\/www.biblioteca-spinea.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2013\/10\/locandinafilm3.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-full wp-image-1139\" alt=\"locandina del film piccolo grande uomo\" src=\"https:\/\/www.biblioteca-spinea.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2013\/10\/locandinafilm3.jpg\" width=\"200\" height=\"283\" \/><\/a>IL PICCOLO GRANDE UOMO<\/strong>\u00a0\u00a0&#8211; 1970<br \/>\nregia di <strong>Arthur Penn<\/strong><br \/>\nsceneggiatura di <strong>Calder Willingham<\/strong><\/p>\n<p>\u201cIl mio prossimo film sar\u00e0 sugli indiani \u00a0&#8216;America tra il 1840 e il 1874 (sic). Spero di non fare un film con lo scopo di farne un successo, ma di provare a dire la verit\u00e0. L&#8217;indiano era rappresentato come un selvaggio assetato di sangue, che impediva all&#8217;uomo bianco di vivere tranquillo. Penso che fosse il contrario. Gli indiani erano dai bianchi espulsi brutalmente dai loro territori. \u00c9 una delle storie pi\u00f9 tristi che esistono al mondo e spero di riuscire a mostrarla con sincerit\u00e0. Si intitoler\u00e0 \u201cL&#8217;Inferno\u201d. Non sar\u00e0 un western con cow-boys e indiani, che si battono sulla prateria. E&#8217; una storia che si svolger\u00e0 tutta nell&#8217;intimo di una persona:\u201d Arthur Penn-\u201dCineforum\u201d-1968- intervista citata da Fabio Carlini nella monografia su Arthur Penn L&#8217;interesse per i \u201cpellerossa\u201d nasce fin dalla preistoria del cinema americano: risalgono al 1984 nel primo studio cinematografico, costruito da Thomas Alva Edison e diretto da William Kennedy L.<br \/>\nDickson a West Orange nel New Jersey, denominato \u201cBlack Maria\u201d per l&#8217;aspetto che ricordava i furgoni cellulari polizieschi , le prime esibizioni indiane riprese dal repertorio circense del \u201cWild West\u201d di Buffalo Bill: \u201cIndian War Council\u201d con diciassette guerrieri e \u201cSioux Ghost Dance\u201d. <a href=\"https:\/\/www.biblioteca-spinea.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2013\/10\/view-of-chimney-rock3.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright size-thumbnail wp-image-1133\" alt=\"\" src=\"https:\/\/www.biblioteca-spinea.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2013\/10\/view-of-chimney-rock3-150x150.jpg\" width=\"150\" height=\"150\" \/><\/a>In seguito indigeni bellicosi hanno imperversato per moltisimi western \u201cil cinema americano per eccellenza\u201d. Nel 1970 in piena guerra del Vietnam, contestazione studentesca e marce pacifiste, anche il western cap\u00ec che il tempo stava rapidamente cambiando. Quell&#8217;anno uscirono tre film tipici di questo nuovo corso: \u201cUn uomo chiamato cavallo\u201d di Elliott Silverstein con Richard Harris, di grande fascino etnografico ma con un eroe \u201cviso pallido\u201d e pure aristocratico britannico, \u201cSoldato Blu\u201d di Ralph Nelson con Peter Strauss e Candice Bergen, piuttosto romantico ma con un finale truculento e infine \u201clast but not least\u201d \u201cIl piccolo grande uomo\u201d di Arthur Penn. I primi due mostrano i nativi americani come selvaggi ma non privi di dignit\u00e0 seppure vittime designate alla inarrestabile avanzata della civilt\u00e0. Il film di A. Penn invece malgrado i buoni\u00a0 propositi iniziali \u00e8 diventato un film di grande successo spettacolare, ancor oggi godibile sui teleschermi ma il ruolo degli indiani \u00e8 decisamente risibile rispetto a quello occupato nel libro da cui \u00e8 stato \u201cridotto\u201d il film. Si salva\u00a0 \u201c<strong>Vecchia Cotenna<\/strong>\u201d, il nonno del protagonista ma soltanto per l&#8217;interpretazione carismatica di <strong>Chief Dan George<\/strong> un attore indiano, della trib\u00f9 Burrard di Vancouver, con precedenti di scaricatore di porto e poeta, il quale \u00e8 stato anche candidato all&#8217;Oscar invano. Il tono picaresco e buffonesco che attraversa il film si interrompo soltanto con i <strong>massacri di Sand Creek e Washita,<\/strong> ma \u00e8 poi ripreso nella battaglia del Little Bighorn e finisce in quella comica finale del \u201cBuon giorno per morire\u201d rinviato per l&#8217;ennesima volta a causa maltempo. <a href=\"https:\/\/www.biblioteca-spinea.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2013\/10\/Little-Big-Manbianconero3.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright size-full wp-image-1132\" alt=\"Dustin Hoffman\" src=\"https:\/\/www.biblioteca-spinea.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2013\/10\/Little-Big-Manbianconero3.jpg\" width=\"250\" height=\"184\" \/><\/a>La performance di <strong>Dustin Hoffman<\/strong> non \u00e8 eccellente: il \u201ctrucco e parrucco\u201d \u00e8 eccessivo, spesso \u00e8 ridondante rispetto la mimica facciale dell&#8217;attore, ansante dietro un \u201cfregolismo coatto\u201d. Hoffman \u00e8 stato battezzato dalla madre in onore di un suo eroe cinematografico, <strong>Dustin Farnum, un cow boy dell&#8217;epoca del cinema muto<\/strong>. Quindi \u201comen nomen\u201d non ha potuto, seppure riluttante rifiutare quell&#8217;occasione da \u201cmattatore\u201d che gli porgeva su un piatto dorato, Arthur Penn. Rimarchevoli per somiglianza e efficacia interpretativa le ottime prove di <strong>Richard Mulligan<\/strong> e <strong>Jeff Corey<\/strong> nei mitici panni del Generale Custer e nel pistolero Wild Bill Hickok. Il film \u00e8 stato girato in Montana e in Canada e sono stati impiegati centinaia di figuranti provenienti dalle riserve indiane, con risultati piuttosto scoraggianti. Come requisito d&#8217;ingaggio alle comparse era stato chiesto l&#8217;abilit\u00e0 di cavalcare a pelo, per girare la scena dell&#8217;attacco indiano contro il VII cavalleria. Durante la carica a cavallo gi\u00f9 per la collina, la maggior parte di loro fu disarcionata e i cavalli precipitarono gli uni sugli altri. Al momento del climax della battaglia, quando anche Custer viene ucciso, alcuni indiani presi dalla frenesia bellica, tolsero le punte di gomma poste sulle cuspidi delle frecce e disgraziatamente una controfigura perse la vista per un occhio trafitto. Nella riserva la qualit\u00e0 di vita era miserabile, si mangiava poco ma si beveva molto liquore di bassa lega, rottami di auto fracassate fiancheggiavano la strada che non portava da nessuna parte che valesse la pena di andare.<\/p>\n<!-- AddThis Advanced Settings generic via filter on the_content --><!-- AddThis Share Buttons generic via filter on the_content -->","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>PICCOLO GRANDE UOMO (LITTLE BIG MAN) &#8211; 1964 &#8211; Thomas Berger C&#8217;\u00e8 molta gente superficiale che prende le cose alla lettera. 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